SENATO DELLA REPUBBLICA

    XIV  LEGISLATURA

 

Giovedì 26 Maggio 2005

SODANO Tommaso. Al Ministro dell'ambiente e per la tutela del territorio.

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

 

Premesso che:

 

con una ordinanza, la n. 2873 del 3 marzo 2004, il Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale nel territorio della Regione Calabria, ha autorizzato alla Eco-inerti srl la realizzazione di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi in località Carratello del comune di Pianopoli (cz);

 

in data 23 maggio 2005 sono iniziati i lavori di costruzione della suddetta discarica;

 

su tale discarica da più parti sono stati sollevati numerosi dubbi e, sono state avanzate proposte di revoca dell’autorizzazione al fine di avviare una verifica più puntuale sulla scelta del sito ed un coinvolgimento nella decisione delle popolazioni interessate;

 

pare che in merito al sito scelto per l’ubicazione della suddetta discarica esistano documentazioni diverse e contrapposte sulla natura idrogeologica dell’area interessata;

 

a tale proposito, sembra, non sia stato preso in considerazione lo studio realizzato nel 1987 dal geologo Dott. Giulio Riga che accompagna il Piano Regolatore del comune di Pianopoli;

 

addirittura, pare, che la relazione geologica che accompagna la richiesta di autorizzazione della discarica ometta di segnalare la presenza di un pozzo sul terreno interessato e di numerosi altri pozzi nella zona;

 

sembra, che il progetto presentato contrasti con la carta geologica dalla quale si evince che buona parte dell’area proposta per la discarica si presenta con permeabilità elevata;

 

pare, che lo studio di impatto ambientale presentato dalla Eco-inerti ometta di segnalare la presenza di pozzi sull’area interessata e in quella confinante, così come, ometterebbe di segnalare la presenza di coltivazioni nelle zone adiacenti il sito proposto;

 

l’area individuata dalla Eco-inerti è parte integrante di una zona sismica di 1^ categoria e quindi, l’autorizzazione contrasterebbe con le norme dettate dal D.Lgs. 36 del 13 gennaio 2003;

 

i fatti sopra descritti dimostrerebbero delle gravi omissioni praticate dalla Eco-inerti e dalle amministrazioni pubbliche interessate;

 

non sarebbe, dunque, di poco conto la circostanza che, trattandosi di un insediamento di rilevante impatto ambientale l’autorizzazione per la suddetta discarica debba raccordarsi a precise prescrizioni e alle leggi vigenti al cui rispetto è condizionata la legittimità dell’opera proposta;

 

l’autorizzazione alla realizzazione della suddetta discarica è stata preceduta dalla "Conferenza dei Servizi";

 

dal verbale n. 99 della Conferenza dei servizi emerge che la responsabile del Servizio igiene pubblica dell’Asl. N. 6 ha richiesto l’approfondimento di alcuni aspetti del progetto mentre, la Provincia, con nota del 13 marzo 2002, ha sollevato dei dubbi circa l’esistenza o meno del vincolo idrogeologico per la zona interessata;

 

 

come denunciato anche dal WWF Calabria, la costruzione avviene:

nonostante che la discarica "in fase di revisione del piano dei rifiuti non viene inserita nel sistema di smaltimento regionale" ;

in presenza di "dichiarazioni di esponenti dell’Ufficio del Commissario per l’emergenza ambientale" che affermano che "nella nostra regione, non vi è alcuna necessità di queste discariche in quanto non c’è una grande produzione di rifiuti speciali non pericolosi";

nonostante si trovi "proprio al confine con importanti aziende agricole ed agrituristiche ed in prossimità della popolosa frazione Cancello del Comune di Serrastretta."

pur avendola situata "in una zona di interesse naturalistico, soggetta a vincolo idrogeologico e con all’interno e nei dintorni sorgenti e pozzi di acqua usati per fini potabili ed agricoli";

 

nell’Area ex SIR di Lamezia Terme con Ordinanza n. 2965 il Commissario per l’Emergenza Rifiuti in Calabria, ha approvato un progetto di adeguamento e potenziamento della Piattaforma integrata polifunzionale smaltimento rifiuti, che comporterà il raggiungimento di una capacità di trattamento di circa 120.000 tonnellate/annue a fronte delle 80.000 circa iniziali. Impianto nel quale si produce il CDR (il pericoloso combustibile dei rifiuti che bruciando produce diossina).

il suddetto impianto è gestito dalla Daneco s.r.l. di Milano e pare, che quello in costruzione in località Carratello di Pianopoli è stato acquistato dalla ILE s.r.l. , che ha come socio di maggioranza la Daneco;

la Econet s.r.l. ha inoltrato richiesta per la realizzazione di un impianto polifunzionale, sembra non inserito nel sistema di smaltimento regionale, per il trattamento ed il recupero di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi da inserire nell’area industriale ex SIR nel Comune di Lamezia Terme, per un totale di "Rifiuti in ingresso" di 154.800 tonnellate/annue;

da più parti si sono levate proteste contro un disegno oramai evidente di trasformare il lametino nella pattumiera della Calabria con i rischi che questo comporta per quel territorio;

 

non vi è dubbio che l’esigenza di tutela della salute umana costituisca una priorità rispetto all’esercizio dell’attività economica. L’articolo 41 della Costituzione, infatti, impone che l’iniziativa economica, pur dichiarata libera, non può svolgersi in contrasto alla utilità sociale ed in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana;

 

tutto questo, oltre a creare problemi derivanti dalla movimentazione della enorme massa dei rifiuti (costi, impatti ambientali, viabilità), va ricordato che a Lamezia giungono i rifiuti della provincia di Vibo e di molti comuni del cosentino, crea una vera è propria discriminazione per un intero territorio che è costretto a pagare in termini ambientali le politiche fallimentari perseguite in questi anni nella gestione del ciclo dei rifiuti. E’ opportuno ricordare che lo stesso "decreto Ronchi" assume come principio l’autosufficienza dello smaltimento dei rifiuti urbani in "ambiti territoriali ottimali". A Lamezia si assiste invece al conferimento di rifiuti provenienti da altri ambiti territoriali;

 

questa situazione rischia di creare "un collasso" del traffico lungo la strada che conduce all’impianto dell’area ex Sir in quanto la stessa dovrà sopportare oltre al traffico sostenuto di mezzi della nettezza urbana, l’aumento del traffico dovuto alla stagione estiva con conseguenti disagi per i numerosi turisti che l’attraversano.

 

non può essere più tollerato che, con la motivazione che la regione Calabria è commissariata, non si coinvolgano democraticamente i cittadini in merito alla realizzazione di impianti ed attività a rischio come le suddette discariche.

 

 

Tutto ciò premesso e considerato

Si chiede di sapere:

se è a conoscenza dei fatti sopra esposti;

se nel corso dell’iter per la concessione dell’autorizzazione relativamente alla discarica situata in località Carratello di Pianopoli, gli organi competenti hanno preso visione della relazione del geologo dott. Giulio Riga;

per quali motivi la provincia, sempre con riferimento alla discarica di Pianopoli, ha redatto la nota del 13 marzo 2002, con la quale sollevava dubbi circa l’esistenza o meno del vincolo idrogeologico per la zona interessata;

se intende accertare attraverso gli uffici competenti la presenza o meno di pozzi sul terreno interessato;

se intende impegnarsi affinché, come da più parti richiesto, venga rivista tutta la procedura che ha portato all’autorizzazione rilasciata attraverso l’ordinanza dell’ufficio del commissario, relativamente alla discarica di Pianopoli;

se intende impegnarsi per impedire, anche in considerazione della richiesta della Econet s.r.l. e della già grave situazione che interessa l’impianto della Daneco ubicato a San Pietro Lametino, che l’intero lametino divenga la pattumiera della Calabria.