Premesso che:
con una ordinanza, la n. 2873 del 3 marzo 2004, il
Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale nel territorio della Regione
Calabria, ha autorizzato alla Eco-inerti srl la realizzazione di una discarica
per rifiuti speciali non pericolosi in località Carratello del comune di
Pianopoli (cz);
in data 23 maggio 2005 sono iniziati i lavori di costruzione
della suddetta discarica;
su tale discarica da più parti sono stati sollevati numerosi
dubbi e, sono state avanzate proposte di revoca dell’autorizzazione al fine di
avviare una verifica più puntuale sulla scelta del sito ed un coinvolgimento
nella decisione delle popolazioni interessate;
pare che in merito al sito scelto per l’ubicazione della
suddetta discarica esistano documentazioni diverse e contrapposte sulla natura
idrogeologica dell’area interessata;
a tale proposito, sembra, non sia stato preso in
considerazione lo studio realizzato nel 1987 dal geologo Dott. Giulio Riga che
accompagna il Piano Regolatore del comune di Pianopoli;
addirittura, pare, che la relazione geologica che accompagna
la richiesta di autorizzazione della discarica ometta di segnalare la presenza
di un pozzo sul terreno interessato e di numerosi altri pozzi nella zona;
sembra, che il progetto presentato contrasti con la carta
geologica dalla quale si evince che buona parte dell’area proposta per la
discarica si presenta con permeabilità elevata;
pare, che lo studio di impatto ambientale presentato dalla
Eco-inerti ometta di segnalare la presenza di pozzi sull’area interessata e in
quella confinante, così come, ometterebbe di segnalare la presenza di
coltivazioni nelle zone adiacenti il sito proposto;
l’area individuata dalla Eco-inerti è parte integrante di
una zona sismica di 1^ categoria e quindi, l’autorizzazione contrasterebbe con
le norme dettate dal D.Lgs. 36 del 13 gennaio 2003;
i fatti sopra descritti dimostrerebbero delle gravi omissioni
praticate dalla Eco-inerti e dalle amministrazioni pubbliche interessate;
non sarebbe, dunque, di poco conto la circostanza che,
trattandosi di un insediamento di rilevante impatto ambientale l’autorizzazione
per la suddetta discarica debba raccordarsi a precise prescrizioni e alle leggi
vigenti al cui rispetto è condizionata la legittimità dell’opera proposta;
l’autorizzazione alla realizzazione della suddetta
discarica è stata preceduta dalla "Conferenza dei Servizi";
dal verbale n. 99 della Conferenza dei servizi emerge che la
responsabile del Servizio igiene pubblica dell’Asl. N. 6 ha richiesto l’approfondimento
di alcuni aspetti del progetto mentre, la Provincia, con nota del 13 marzo 2002,
ha sollevato dei dubbi circa l’esistenza o meno del vincolo idrogeologico per
la zona interessata;
come denunciato anche dal WWF Calabria, la costruzione
avviene:
nonostante che la discarica "in fase di revisione
del piano dei rifiuti non viene inserita nel sistema di smaltimento
regionale" ;
in presenza di "dichiarazioni di esponenti dell’Ufficio
del Commissario per l’emergenza ambientale" che affermano che
"nella nostra regione, non vi è alcuna necessità di queste discariche
in quanto non c’è una grande produzione di rifiuti speciali non
pericolosi";
nonostante si trovi "proprio al confine con
importanti aziende agricole ed agrituristiche ed in prossimità della
popolosa frazione Cancello del Comune di Serrastretta."
pur avendola situata "in una zona di interesse
naturalistico, soggetta a vincolo idrogeologico e con all’interno e nei
dintorni sorgenti e pozzi di acqua usati per fini potabili ed
agricoli";
nell’Area ex SIR di Lamezia Terme con Ordinanza n. 2965
il Commissario per l’Emergenza Rifiuti in Calabria, ha approvato un progetto
di adeguamento e potenziamento della Piattaforma integrata polifunzionale
smaltimento rifiuti, che comporterà il raggiungimento di una capacità di
trattamento di circa 120.000 tonnellate/annue a fronte delle 80.000 circa
iniziali. Impianto nel quale si produce il CDR (il pericoloso combustibile dei
rifiuti che bruciando produce diossina).
il suddetto impianto è gestito dalla Daneco s.r.l. di
Milano e pare, che quello in costruzione in località Carratello di Pianopoli
è stato acquistato dalla ILE s.r.l. , che ha come socio di maggioranza la Daneco;
la Econet s.r.l. ha inoltrato richiesta per la
realizzazione di un impianto polifunzionale, sembra non inserito nel sistema
di smaltimento regionale, per il trattamento ed il recupero di rifiuti
speciali pericolosi e non pericolosi da inserire nell’area industriale ex
SIR nel Comune di Lamezia Terme, per un totale di "Rifiuti in
ingresso" di 154.800 tonnellate/annue;
da più parti si sono levate proteste contro un disegno
oramai evidente di trasformare il lametino nella pattumiera della Calabria con
i rischi che questo comporta per quel territorio;
non vi è dubbio che l’esigenza di tutela della salute
umana costituisca una priorità rispetto all’esercizio dell’attività
economica. L’articolo 41 della Costituzione, infatti, impone che l’iniziativa
economica, pur dichiarata libera, non può svolgersi in contrasto alla utilità
sociale ed in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità
umana;
tutto questo, oltre a creare problemi derivanti dalla
movimentazione della enorme massa dei rifiuti (costi, impatti ambientali,
viabilità), va ricordato che a Lamezia giungono i rifiuti della provincia di
Vibo e di molti comuni del cosentino, crea una vera è propria discriminazione
per un intero territorio che è costretto a pagare in termini ambientali le
politiche fallimentari perseguite in questi anni nella gestione del ciclo dei
rifiuti. E’ opportuno ricordare che lo stesso "decreto Ronchi"
assume come principio l’autosufficienza dello smaltimento dei rifiuti urbani
in "ambiti territoriali ottimali". A Lamezia si assiste invece al
conferimento di rifiuti provenienti da altri ambiti territoriali;
questa situazione rischia di creare "un collasso"
del traffico lungo la strada che conduce all’impianto dell’area ex Sir in
quanto la stessa dovrà sopportare oltre al traffico sostenuto di mezzi della
nettezza urbana, l’aumento del traffico dovuto alla stagione estiva con
conseguenti disagi per i numerosi turisti che l’attraversano.
non può essere più tollerato che, con la motivazione che la
regione Calabria è commissariata, non si coinvolgano democraticamente i
cittadini in merito alla realizzazione di impianti ed attività a rischio come
le suddette discariche.
Tutto ciò premesso e considerato
Si chiede di sapere:
se è a conoscenza dei fatti sopra esposti;
se nel corso dell’iter per la concessione dell’autorizzazione
relativamente alla discarica situata in località Carratello di Pianopoli,
gli organi competenti hanno preso visione della relazione del geologo dott.
Giulio Riga;
per quali motivi la provincia, sempre con riferimento
alla discarica di Pianopoli, ha redatto la nota del 13 marzo 2002, con la
quale sollevava dubbi circa l’esistenza o meno del vincolo idrogeologico
per la zona interessata;
se intende accertare attraverso gli uffici competenti la
presenza o meno di pozzi sul terreno interessato;
se intende impegnarsi affinché, come da più parti
richiesto, venga rivista tutta la procedura che ha portato all’autorizzazione
rilasciata attraverso l’ordinanza dell’ufficio del commissario,
relativamente alla discarica di Pianopoli;
se intende impegnarsi per impedire, anche in
considerazione della richiesta della Econet s.r.l. e della già grave
situazione che interessa l’impianto della Daneco ubicato a San Pietro Lametino, che l’intero lametino divenga la pattumiera della Calabria.