INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Al Ministro della Giustizia

Al Ministro dell’Interno

Al Ministro dello Sviluppo Economico

Roma 22 novembre 2006

Premesso che:

- La città di Lamezia Terme (Cz) vive da tempo una condizione di estrema pericolosità in ragione della notevole diffusione della criminalità organizzata;

-nel corrente anno si sono verificati 88 episodi tra attentati e danneggiamenti a scopi estorsivi e sempre nello stesso anno ben 8 sono state le vittime di omicidio;

- a tali episodi specifici si aggiungono diverse denunce di autorità pubbliche, volte a stigmatizzare la capacità di penetrazione della ‘ndrangheta lametina nella economia "legale", nel contesto di un tessuto sociale caratterizzato dalla presenza di 18 mila disoccupati su un totale di 70mila abitanti; di numerosissime famiglie monoreddito; nonché dalla notevole diffusione di lavoro nero e sottopagato;

- la penetrazione della ‘ndrangheta caratterizza anche il settore del mercato immobiliare e il controllo dell'area industriale dell’ex Sir, tema questo che nel 2003 fu oggetto di una interrogazione dell'allora parlamentare Nichi Vendola e che oggi viene con preoccupazione ribadito nella 57ª relazione sulla politica informativa e della sicurezza del 1° semestre 2006 laddove si legge tra l’altro: "Tra le situazioni più a rischio il SISDE ha segnalato il Lametino, ove le ’ndrine si contendono il controllo sulle opere di riqualificazione dell’area industriale e sulla gestione immobiliare riconducibile al nuovo profilo produttivo della città", stigmatizzandosi anche, con riferimento all’intera provincia di Catanzaro, il perdurante attivismo della ‘ndrangheta nei lavori di ristrutturazione della rete stradale e nel settore dello smaltimento dei rifiuti;

- l’attività di accertamento e repressione dei reati realizzati nel lamentino è di fatto paralizzata, come dimostra la circostanza che dei 41 omicidi ivi verificatisi, dal 2000 ad oggi, solo in pochissimi casi i relativi procedimenti penali hanno raggiunto una conclusione. Sia il commissariato di p.s. locale, sia la procura della Repubblica presso il tribunale di Lamezia, hanno peraltro visto un continuo avvicendamento del personale, che ha indubbiamente pregiudicato l’efficienza dell’azione amministrativa e la funzionalità della magistratura, a fronte del resto di una grave situazione istituzionale, caratterizzata da ben due episodi di scioglimento dei consigli comunali, per infiltrazioni mafiose, nonché da innumerevoli attentati ai danni di esponenti politici locali;

- tale situazione complessiva è del resto aggravata da numerosi casi di finanziamento pubblico ad imprese la cui azione si è dimostrata de tutto inefficiente ed incapace di creare posti di lavoro stabile e qualificato, come documentato anche da numerose indagini della Guardia di finanza;

- è peraltro significativo che in data 11 marzo 2004, in risposta ad una interrogazione in merito ai finanziamenti per il Patto Territoriale lametino, presentata dagli Onorevoli Russo Spena e Vendola, l’allora sottosegretario di Stato per l’attività produttive Giuseppe Galati, dichiarava tra l’altro: "Quanto alle azioni da intraprendere nel caso di mancato rispetto degli impegni assunti dalle imprese con la sottoscrizione del Patto, si fa presente che il ministero delle attività produttive procederà alla revoca ed al recupero delle somme eventualmente già erogate alle iniziative che non avranno rispettato tali impegni, inoltre, ai sensi dell'articolo 12, comma 3, punto d) del citato decreto, il ministero provvederà alla revoca delle agevolazioni concesse «qualora sia stata accertata una grave violazione delle norme sul lavoro e dei contratti collettivi di lavoro e non si sia provveduto da parte dell'impresa alla regolarizzazione";

Considerato che:

- la situazione di grave disagio e pericolo che caratterizza la realtà socio-economica di Lamezia Terme desta notevole preoccupazione anche nell’opinione pubblica, e non solo locale, come documentato dagli organi di stampa - che più volte hanno stigmatizzato le difficoltà e l’illegalità diffusa che caratterizzano il lametino – nonché dalle numerose iniziative realizzate dai cittadini, in primis la serrata dei commercianti lametini contro il racket, del 4 novembre scorso;

- destano soprattutto perplessità i continui avvicendamenti dei magistrati della Procura della Repubblica presso il tribunale di Lamezia, nonché quelli che hanno interessato il personale del locale commissariato di p.s., soprattutto in relazione alla inefficienza delle attività di accertamento e repressione dei reati, che tale costante sostituzione del personale ha determinato, aggiungendosi peraltro alla situazione di grave carenza di risorse umane ed economiche, che caratterizza da ormai troppo tempo gli organi della Pubblica Amministrazione nel lametino;

Si chiede di sapere:

-Se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno assumere ulteriori informazioni in merito alla situazione di grave disagio e pericolo che caratterizza il lamentino, se del caso attraverso un preciso monitoraggio degli obiettivi, soprattutto per i livelli occupazionali, assunti dalle imprese lametine che hanno ottenuto a vario titolo finanziamenti pubblici, nonché mediante la costante osservazione dell’organico del personale della magistratura e delle forze dell’ordine presenti sul territorio;

- quali provvedimenti gli stessi Ministri ritengano opportuno adottare, al fine di evitare un ulteriore aggravamento della situazione descritta, contrastando altresì la pervasiva infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia e nella società lametina;

- se, in particolare, il Ministro dello Sviluppo Economico intenda fornire all’interrogante i dati sui finanziamenti pubblici erogati alle imprese lametine negli ultimi 10 anni e se lo stesso abbia proceduto così come annunciato dal sottosegretario Galati alla revoca ed al recupero delle somme erogate alle imprese che non hanno rispettato gli impegni assunti;

Sen. Giuseppe Di Lello Finuoli

Gruppo Parlamentare Rifondazione Comunista / Sinistra Europea