nella città di Lamezia Terme, si sono
verificati negli ultimi mesi alcuni agguati mortali, di natura mafiosa, che
hanno provocato l’uccisione di tre persone;
nella stessa città si sono verificati,
solo dal 2000 ad oggi, 35 omicidi e così come diversi sono stati gli atti
intimidatori compiuti nei confronti di cittadini, imprenditori, commercianti
ed esponenti politici locali;
il quadro di compromissione tra ambienti
malavitosi e ambienti politico-amministrativi ha determinato nella storia
recente della città, per ben due volte, lo scioglimento per infiltrazione
mafiosa del Consiglio Comunale;
già nel corso della 13^ seduta della
Commissione Parlamentare Antimafia del 6 maggio 2002, il dottor Mariano
Lombardi, Procuratore presso la Direzione Distrettuale Antimafia di
Catanzaro, offriva un quadro assai allarmante del carattere
"drogato" della ricchezza circolante nel territorio lametino e
sottolineava il formidabile condizionamento mafioso dei circuiti economici
locali;
con una interrogazione parlamentare, la
numero 4-07674, del 13/10/2003 alla quale non è stata data mai risposta, l’
On. Nichi Vendola (gruppo Rifondazione comunista) ricordando la
cinquantesima relazione sulla politica informativa e della sicurezza del
Ministero dell'Interno dalla quale era emerso che la 'ndrangheta coltiva
specifici interessi nella produzione e nell'imbottigliamento di acque
minerali, nonché nei progetti dell’area ex Sir di Lamezia Terme chiedeva
quali erano le attività, predisposte dal Ministero, di monitoraggio degli
appalti e della gestione del ciclo delle acque minerali e dei processi di
deindustrializzazione nel territorio di Lamezia Terme;
si è assistito ad un continuo
avvicendamento dei sostituti procuratori della locale Procura della
Repubblica e, come denunciato, con l’interrogazione parlamentare, la n.
4-06355 del 19 maggio 2003, dell’On. Giovani Russo Spena (gruppo
Rifondazione comunista) sono stati ben 6 i dirigenti che si sono succeduti,
dal 1992 al 2003, alla direzione del Commissariato di Polizia di Stato di
quella città;
in questo quadro, inoltre, appare
ingiustificabile il drammatico sottodimensionamento in termini di organici e
la grave penuria di mezzi del Tribunale di Lamezia Terme;
la pesantezza della situazione di Lamezia
Terme con un elenco impressionante di omicidi, di attentati, di minacce,
oltre a terrorizzare gli operatori economici e l’opinione pubblica,
ingenera impotenza e rassegnazione negli strati più deboli della società lametina, richiede, oltre che un maggiore controllo del territorio da parte
delle forze dell’ordine, una diversa strategia di lotta alla mafia con un’attività
preventiva del crimine ed una capacità investigativa in grado di colpire
gli arricchimenti illeciti e l’eventuale connivenza di pezzi delle
istituzioni;