INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

RUSSO SPENA

Al Ministro della salute

Al Ministro delle infrastrutture

Premesso che:



- il Consiglio Regionale della Calabria con delibera 27.2.1991, n. 57, ha approvato il piano straordinario per gli interventi di cui all’ art. 20 della Legge 67/1988, demandando alla Giunta Regionale la localizzazione degli interventi stessi;


- successivamente la Giunta Regionale con deliberazione del 9.9.1991, n. 5359 bis, ha approvato la localizzazione delle strutture territoriali, per la tutela della salute mentale e delle Residenze Sanitarie Assistenziali;

- sempre la Regione Calabria con nota del 18.10.1996, prot. 34176, informava l’ASL n. 6 di Lamezia Terme, che il CIPE aveva autorizzato la contrazione del mutuo per la realizzazione della RSA per anziani, nel comune di San Mango d’Aquino;


- l’ASL n. 6 di Lamezia Terme, ha approvato il progetto dell’RSA con deliberazione 21.9.1995, n. 1192, come modificata successivamente dalla delibera 12.12.1996, n. 3051, per un importo complessivo di lire 4.100.000.000 di cui lire 2.902.286.000 per lavori e lire 1.197.714.000 per somme a disposizione dell’Amministrazione;


- la succitata delibera 3051/1996 ha anche fissato i termini iniziali e finali dei lavori e delle espropriazioni;

- la consegna dei lavori è avvenuta in data 4.6.1997, per cui l’inizio dei lavori è stato fissato al giorno 4.6.1997 e l’ultimazione al 3.2.1999, pari ad un periodo di durata dei lavori di giorni 600, che per effetto delle sospensioni e delle riprese fu spostato all’ 8.7.2000;


- prima della consegna per ultimazione dei lavori, delle opere appaltate, la Direzione Generale dell’ASL n. 6, con deliberazione 28.8.2000, n.1317, ha affidato l’incarico per la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva delle opere di completamento della RSA per anziani del comune di S. Mango d’Aquino per l’importo massimo complessivo di 1.000.000.000. di vecchie lire;

- sembra dall’atto deliberativo 1317/2000 della Direzione Generale ASL 6 di affidamento dell’incarico di completamento della R.S.A. per anziani succitata si rileva che: per competenze tecniche inferiori a 40.000 EURO, secondo la vigente normativa, si può procedere con incarico diretto e fiduciario sulla base dei curricula;


- nella relazione generale del progetto di completamento della R.S.A. realizzata in San Mango d’Aquino, il quadro economico riporta l’ammontare delle competenze tecniche che ammontano a 112.200.000 di vecchie lire, in contraddizione palese con quanto affermato dall’ASL nella stessa Delibera 1317, cosicché l’incarico non poteva essere ridato in modo automatico agli stessi tecnici incaricati del progetto originario;


- dalla Relazione Generale redatta dai tecnici e allegata alla delibera n. 1317 sopra citata emerge chiaramente che i lavori che vengono indicati come completamento della RSA comprendono il rifacimento dell’intera copertura per tutti i livelli del fabbricato, il trattamento di tutte le pareti realizzate con blocchi di cemento con altissima percentuale di foratura e pertanto non in grado di trattenere l’acqua piovana. Gran parte delle opere previste nel progetto di completamento della RSA erano già inserite nel progetto originario (giardino pensile, marciapiedi, illuminazione esterna, impermeabilizzazioni in copertura, etc.) e quindi già pagati all’Impresa;


- gli stessi tecnici incaricati della Progettazione e Direzione Lavori, già alla fine del 2000 avevano individuato le manchevolezze dell’opera che si stava ultimando e suggerivano alla Direzione ASL, che accettava, un progetto dell’importo complessivo di circa un miliardo per riparare alla cattiva progettazione e/o esecuzione delle opere realizzate. Tutti sapevano, dunque, che nei locali interni della RSA si verificavano copiose infiltrazioni di acqua piovana tali da deteriorare l’impianto elettrico, gli intonaci, le tinteggiature già realizzate;


- i lavori, ufficialmente di completamento, davano la possibilità di mettere assieme ad alcuni lavori, non previsti nel progetto originario tutte le opere di ripristino (principalmente la copertura e danni conseguenti) per la quale l’impresa e/o i tecnici dovevano ritenersi responsabili per 10 anni ai sensi del codice civile e della legislazione vigente in materia di LL.PP. per difetto di costruzione.

- quindi l’ASL di Lamezia Terme invece di far effettuare le opportune verifiche sulla qualità delle opere, addossava alla collettività l’ulteriore spesa di alcune centinaia di milioni di lire per poter avere l’opera funzionale, invece di chieder conto ai tecnici ed all’impresa ai sensi della normativa vigente di quanto era accaduto;


- detto progetto non è stato comunque portato a termine poiché non vi era all’epoca la disponibilità dei fondi necessari da parte dell’ASL;


- l’ASL di Lamezia Terme con deliberazione del Direttore Generale 23.8.2000, n. 1269, ha stabilito di affidare, in comodato, al comune di S. Mango d’Aquino, attraverso l’approvazione di una convenzione allegata allo stesso atto deliberativo, la gestione della RSA, anche questa deliberazione non ha mai avuto esecuzione (il comune di San Mango d’Aquino non aveva e non ha le professionalità per gestire una RSA);


- i proprietari dei terreni espropriati, in data 20.12.2001 hanno citato l’ASL n. 6 presso il Tribunale civile di Lamezia Terme, per i danni patiti, a seguito della indebita appropriazione dell’appezzamento di terreno di circa 2500 metri quadri, nonché per la mancata restituzione di tutte le piante che si trovavano sul terreno espropriato, chiedendo un risarcimento di 200 milioni (procedimento ancora in corso);


- il procuratore dei proprietari espropriati ha presentato un esposto denuncia al Procuratore della Corte dei Conti, chiedendo, ai fini di giustizia, di predisporre tutti gli opportuni accertamenti, con
l’assunzione di responsabilità degli eventuali colpevoli, per l’eventuale sperpero di pubblico denaro nella costruzione della RSA per anziani di San Mango d’Aquino;


- venerdì 6 luglio 2001 la stampa locale ha riportato la denuncia di irregolarità nella pratica di esproprio, da parte del proprietario dei terreni, della costruenda RSA;


- la Commissione di Collaudo nominata con delibera dall’ASL, n. 6, del 23.5.1997, n. 862, ha rilevato che il tempo utile per l’esecuzione dei lavori venne stabilito, a norma dell’art. 28 del Capitolato Speciale d’Appalto in giorni 600 e, pertanto, la scadenza per l’esecuzione del progetto era il 3.2.1999 che per effetto delle sospensioni e delle riprese fu spostato all’ 8.7.2000;


- il termine effettivo di ultimazioni lavori, per come risulta dal certificato di ultimazione, fa risalire all’11.7.2001 la data di consegna, fuori dai termini contrattuali e con un ritardo di giorni 368 nell’ultimazione degli stessi lavori e la Commissione di Collaudo ha imputato tale ritardo alla consegna degli arredi, e, quindi stranamente, senza richiedere l’applicazione di alcuna penale;

- quanto affermato dalla Commissione di Collaudo, in riferimento al ritardo della consegna dei lavori per colpa della ditta che doveva consegnare gli arredi, è comunque da addebitarsi, alla impresa che aveva vinto la gara di appalto, per la costruzione della RSA, difatti se per gli arredi vi fosse stato un regolare e distinto bando di gara di appalto l’Impresa che aveva curato le opere edili avrebbe potuto comunque effettuare la consegna dei lavori indipendentemente dalla presenza nei locali degli arredi;

- nel frattempo la RSA è stata, in occasione di campagne elettorali, inaugurata per ben tre volte da parte dell’ Amministrazione Comunale di San Mango d’ Aquino, con tanto di visita guidata per gli anziani del paese;


- ai sensi dell’art. 37 del D.M. 145/2000, decorso il termine fissato dalla legge per il compimento delle operazioni di collaudo, si è determinata l’ estinzione del diritto delle garanzie fidejussorie, per cui le stesse non sono più utilizzabili;


- la Commissione di Collaudo, stranamente, ha certificato la regolare esecuzione dei lavori in data 15/4/2003 senza eccepire alcunché all’Impresa esecutrice dei lavori;


- la stessa Direzione Generale dell’ASL di Lamezia Terme, n. 6, con atto deliberativo del 6.8.2003, n. 1131, ha inteso indire un pubblico incanto per l'affidamento della gestione della R.S.A. per anziani di San Mango d’Aquino;


- il capitolato tecnico di cui alla succitata delibera 1131/2003 nella parte che riguarda la manutenzione degli immobili individua una spesa per manutenzione straordinaria di cui la struttura è bisognevole di euro 394.798,43;


- lo stesso capitolato tecnico determina in numero di 60 soggetti all’interno della struttura da ripartire nelle classi di residenzialità di 20 RSA/M, n. 20 RSA e n. 20 case protette;


- la già citata deliberazione 1131/2003 ha determinato che la durata dell’affidamento della gestione è di anni 5, prorogabile di nove mesi su richiesta dell’ amministrazione;


- la Giunta Regionale con delibera 10.9.2003, n. 695, ha determinato i criteri per la programmazione ed il funzionamento delle RSA per anziani e per disabili;


- lo stesso atto amministrativo, nel prevedere la possibilità per le ASL di affidare a terzi la gestione delle RSA, prima della pubblicazione del bando le stesse devono indicare i fondi con cui saranno attivate le RSA;


- la succitata delibera 695/2003 ha stabilito la durata della concessione in anni 9;


- il bando di pubblico incanto non prevede la clausola contrattuale laddove la ditta agiudicatrice dovrà impegnarsi, in via prioritaria, ad impiegare il personale delle ASL di corrispondente profilo professionale dell’organico previsto per le RSA;


- la Direzione Generale dell’ASL, con nota del 6 maggio 2002, prot. 8591, racc. A.R., ha scritto che non corrisponde a verità che sia stato deliberato un finanziamento di 1.000.000.000 di vecchie lire, per la RSA per anziani di San Mango d’Aquino;


- i tecnici dell’ASL, n. 6, hanno dichiarato con nota 23.4.02, prot. 93/UT, che il fabbricato si presenta in buone condizioni e che non risulta a verità che vi siano state infiltrazioni d’acqua piovana nell’inverno precedente;


- con la succitata delibera 1131/2003 si stabilisce che la RSA necessita di una manutenzione straordinaria pari ad euro 394.798,43;


- i tecnici sono stati scelti semplicemente con la presentazione di curricula, nonostante che le competenze tecniche, per il progetto di completamento, superavano i 112.000.000 di vecchie lire e quelli della perizia di variante e suppletiva, approvata con atto 10.4.1998, n. 552, dell’ASL n. 6, ammontano a 520.000.000 di vecchie lire;


- i funzionari dell’ASL n. 6 stanno ancora trattando con i proprietari dei terreni espropriati, per il componimento bonario dell’indennità di esproprio di circa 2.500 metri quadri occupati e non pagati nella prima fase, mentre è ancora in corso presso il Tribunale di Lamezia Terme un procedimento giudiziario;


- ciò è in contrasto con quanto sostenuto dal Direttore Generale dell’ASL, n. 6, al primo punto della nota 6.5.2002, prot. 8591, quando scrive che la procedura di esproprio è stata regolare e che i proprietari hanno ceduto tutto volontariamente;



- il giardino pensile posto a copertura del fabbricato permette copiose infiltrazioni di acqua piovana, rovinando la parte sottostante del fabbricato e nonostante che i lavori siano stati ultimati l’ 11.7.2001;

- le infiltrazioni di acqua riguardano anche i muri perimetrali costruiti con blocchi di cemento;

- ciò nonostante, quindi, l’opera è stata collaudata senza alcun addebito a carico dell’Impresa Appaltatrice. In questo periodo addirittura l’ASL n. 6 di Lamezia Terme ha fatto un bando per l’assegnazione in gestione della stessa casa di riposo, nello stesso bando si legge che l’assegnatario della gestione dovrà provvedere a effettuare opere di ripristino per un’ammontare di circa 398.000 € al netto delle spese generali, tecniche ed oneri fiscali (IVA). Dette somme saranno defalcate dal canone annuo che l’assegnatario dovrebbe pagare alla stessa ASL. Considerato che il Canone è pari a complessivi € 93.000 e che la durata del contratto è di anni 9 l’ASL nell’arco di tempo contrattuale dovrebbe incassare ben poco. Nel bando, inoltre, viene inserito, un computo metrico ed elenco prezzi nel quale vengono descritti i lavori da eseguire, tra cui :

- rimozione di 759 mc di terreno posti a suo tempo sul solaio di copertura;

- in sostituzione del giardino pensile, mal riuscito, oltre 2.000 mq di Guaine, pavimenti, massetti, etc;
- rifacimento di 1.000 mq di intonaco;

- rifacimento di 11.600 mq di tinteggiatura interna;

- rifacimento di 700 ml di battiscopa;

- pulitura e risanamento di circa 757 mq di muratura ( quando si consegna un’opera non si deve dare tutto pulito?);

- demolizione di circa 320 ml di marciapiedi (fra una betonella e l’altra sono nate piantine di un paio di metri di altezza);

- sostituzione di n. 20 porte interne ( rovinate dall’acqua piovana che per anni ha invaso i locali);
- 25.000 € per revisione impianto elettrico, ecc.;

dunque, tutte le opere previste sono di rifacimento di opere già pagate con il progetto di realizzazione dell’opera, mentre, il computo metrico allegato al bando, sembra sottostimato in quanto nelle opere indicate non sono previste:

- la recinzione dell’area;

- n. 2 cancelli a chiusura delle strade di entrata (attualmente all’ingresso dell’area sono poste delle semplici lamiere già utilizzate come chiusura di cantiere);

- per un’opera costruita in cemento armato che da anni sta immersa nell’acqua non viene previsto nessun intervento di risanamento delle strutture portanti;

- non viene previsto nessun lavoro per le strade interne nonostante pare che gran parte delle stesse siano state rovinate dalle erbacce;

- le attrezzature ed arredi presenti nell’immobile sono ben poche, mancano i sanitari nei bagni, etc.

- con il suddetto bando l’ASL effettua sia l’assegnazione della gestione della RSA e sia circa 600.000 € di lavori edili, la progettazione, la direzione lavori, l’impresa che dovrà eseguire i lavori saranno scelti dall’assegnatario. Nei fatti, dunque, un’ appalto di servizi diventa cosi anche appalto di un’opera pubblica con lavori di tipo edili, l’assegnatario potrà designare, a suo piacimento, sia i tecnici che l’impresa che dovrà eseguire i lavori per la spesa di circa € 600.000 complessivi di denaro pubblico. La spesa sarà detratta dal canone che l’assegnatario deve pagare all’ASL. L’opera attualmente è in uno stato penoso ed è stata collaudata da poco più di un anno, la necessità di rifare lavori è dettata solamente dalla cattiva esecuzione degli stessi. Ciò costituisce un vero sperpero di fondi appartenenti alla collettività. Pare che, l’ultimo bando, così come formulato, contribuisce a coprire le responsabilità dell’Impresa esecutrice dei lavori, dei sub-appaltatori, dei tecnici liberi professionisti che hanno progettato e diretto i lavori dell’opera, dei collaudatori, dei tecnici dell’ASL che non hanno controllato quanto stava succedendo, degli amministratori dell’ASL che nel tempo si sono succeduti alla guida della stessa ASL che non hanno provveduto a denunciare il fatto alla magistratura per l’accertamento delle responsabilità sia civili (danni) che penali, come previsto dalla normativa vigente;

 

- negli anni scorsi per la RSA in argomento si sono susseguite n. 2 interrogazioni di Consiglieri Regionali, una interrogazione del Senatore Veraldi e n. 2 esposti del Gruppo Consiliare di Minoranza "Partecipiamo per … San Mango" senza che sia stata, ancora, fatta luce sulle cause che hanno determinato quanto sopra premesso;

 

- l’art. 30 comma 4 e 5 della legge 109/94, il regolamento DPR 554/99 (art. 104) ed il Codice Civile, obbligano il Concessionario e l’Appaltatore a stipulare polizze assicurative, decennali, in particolare l’art. 104, comma 1, cosi recita: "La polizza deve contenere la previsione del pagamento in favore del Committente non appena questi lo richieda, anche in pendenza dell’accertamento della responsabilità e senza che occorrano consensi ed autorizzazioni di qualunque specie". L’art. 105 del DPR 554/99 prevede l’obbligo di analoga Assicurazione anche per i Tecnici.

 

per sapere:


- se è a conoscenza dei fatti sopra esposti;


- come sia stato possibile che in soli due anni il fabbricato abbia subito un degrado cosi forte;


- come mai, per quanto riguarda il ritardo nella consegna dei lavori, non è stato applicato il comma 7 dell’art. 24 del D.L. 145/2000;


- quali siano stati i motivi, dal momento che la Commissione di Collaudo, nominata in data 23.5.1997, con atto deliberativo, n. 862, e la consegna dei lavori avvenuta l’ 11.7.2001, per i quali il collaudo è stato eseguito, con tanto ritardo, in data 15.4.2003;


- di chi è la responsabilità di questo notevole ritardo, in considerazione che la normativa sui lavori pubblici e l’art. 192 del Regolamento 554/1999, determinano che il collaudo deve avvenire entro
sei mesi dalla consegna dei lavori;

 

- se siano state prodotte le polizze di garanzia sui lavori;

 

- come mai il Commissario Straordinario dell’ASL non si è avvalso di quanto previsto per legge;

 

- come mai si decide di appaltare la gestione di un fabbricato che è largamente inagibile;

 

- come mai lo stesso invece di promuovere l’accertamento della verità e di rivalersi sui responsabili per il disastro della RSA di San Mango d’Aquino decide di far pagare i costi alla collettività;


- se sia stata rispettata la normativa vigente;


- se in merito a tale vicenda intende aprire un’inchiesta al fine di verificare tutti gli atti amministrativi riguardanti la stessa e per verificare eventuali illegalità e responsabilità degli uffici competenti.

 

Roma 18 gennaio 2006