SENATO DELLA REPUBBLICA

    XV  LEGISLATURA

 

GIOVEDÌ 1 Giugno 2006

ZUCCHERINI Stefano. Al Ministro dell'ambiente e per la tutela del territorio.

 

Premesso che

da diversi anni, con l'approssimarsi della stagione balneare i numerosi turisti che affollano alcuni tratti della costa tirrenica calabrese sono obbligati a fare i conti con i rifiuti che arrivano sugli arenili a causa delle particolari correnti marine che interessano quei tratti di costa;

per molte associazioni ambientaliste, tale fenomeno, è da attribuire, tra l'altro, all'illegale consuetudine di numerose navi di scaricare in mare i rifiuti;

non è un caso che questo fenomeno aumenta, in modo particolare, nella stagione estiva, stagione questa interessata da un notevole aumento del traffico marittimo nel basso Tirreno;

la diffusa presenza su alcuni arenili del tirreno calabrese, in modo particolare lungo le coste del golfo di Sant'Eufemia, di rifiuti rappresenta una minaccia concreta all'ambiente e all'economia di intere comunità;

queste pratiche sono la conseguenza del mancato rispetto del decreto legislativo 182/2003 che recepisce la direttiva 2000/59/CE relativa agli impianti portuali di raccolta di rifiuti prodotti dalle navi. Il decreto introduce, tra l'altro, l'obbligo per le navi di notificare alle autorità portuali la quantità di rifiuti a bordo prima dell'attracco. Questa misura, associata ai controlli effettuati nei porti e a sanzioni adeguate (previsti dal decreto), avrebbe dovuto migliorare notevolmente le possibilità di verificare il rispetto delle norme;

pare modesto, ad oggi, il numero di contravventori colti in flagrante, visto che sembra che gli scarichi vengano effettuati per lo più di notte,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti suddetti;

a quanto ammontano le sanzioni eseguite, nel corso del 2005, nel tratto di mare in questione, a carico di quei soggetti che non hanno rispettato il suddetto decreto;

quanti e quali siano i porti del Tirreno meridionale che, in ottemperanza del decreto, si siano dotati di impianti di raccolta dei rifiuti prodotti sulle navi;

quanti e quali porti si siano dotati di un piano di raccolta e di gestione dei rifiuti prodotti dalle navi e dei residui del carico;

se nei suddetti porti esistano modalità codificate di registrazione dell'uso effettivo degli impianti capaci di registrare tra l'altro navi approdate (tipologia e stazza lorda), navi che hanno conferito i rifiuti e navi che non hanno conferito i rifiuti (per deroga o esenzione);

se esistano modalità di registrazione dei quantitativi dei rifiuti e dei residui conferiti suddivisi per tipologia secondo i codici C.E.R., destinazione (recupero o smaltimento) e quantitativo in mc e tons;

quali azioni si intenda intraprendere per garantire che le Autorità marittime provvedano ad effettuare le ispezioni previste dal decreto;

se si intenda avviare una indagine ministeriale al fine di verificare l'applicazione del decreto nel Tirreno meridionale;

se i compiti demandati alle regioni dal suddetto decreto siano stati rispettati dalla Regione Calabria o, nel caso specifico, dall'Ufficio del Commissario Straordinario per l'Emergenza Ambientale di quella regione;

quali misure si intenda adottare per migliorare la raccolta dei rifiuti prodotti dalle navi, in modo da conseguire effettivamente i risultati auspicati dalla direttiva CE e dal decreto legislativo;

quali iniziative si intenda intraprendere per sostenere e incoraggiare l'attività turistica in una realtà economicamente debole come quella calabrese.