da "il Fronte Comunista" numero speciale ottobre 1974

IL NOSTRO COMPAGNO ADELCHI ARGADA

Un nuovo compagno, un nostro compagno, si è aggiunto alla lunga schiera di caduti per mano fascista. Non sono certo i discorsi retorici e le parole vuote a dare una immagine lucida e precisa di ciò che egli era e rappresentava. Era uno di noi, sempre in prima fila nelle lotte e nella mobilitazione antifascista, era innanzitutto un proletario, uno dei tanti che, dopo essere stato emarginato dalla scuola, è sbattuto su un treno e costretto ad emigrare.

La sua storia non è particolare; è la storia di milioni di giovani meridionali utilizzati per arricchire i padroni di mezza Europa. Ma non era solo un proletario, era cosciente della sua situazione, era convinto che i privilegi che gli erano stati negati sin dalla nascita, non erano frutto di un destino più o meno crudele, ma della ferrea logica di una società basata sull'ineguaglianza e lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo; ma non basta: era consapevole che una società migliore era possibile realizzarla e che bisognava lottare, dando Il meglio di se stessi, affinché l'emancipazione delle masse non fosse solo un discorso commemorativo da fare il Primo Maggio o ad ogni scadenza elettorale. Lo slancio, la combattività, la tenacia, la consapevolezza, hanno sempre caratterizzato Adelchi come uno dei nostri migliori combattenti. Ed è per questo che è stato ucciso; chi getta fango su di lui, come « La Gazzetta dei Sud », sa bene che solo con la menzogna e l'ipocrisia più assurda si può tentare di minimizzare l'accaduto. Chi con la follia omicida lo ha massacrato, sperava che con Lui cadesse l'ideale e la volontà di lotta di cui egli si faceva portavoce, si sbaglia di grosso. In questi tristi momenti, a centinaia i compagni si sono stretti attorno al suo esempio e al suo insegnamento, si sono chinati a raccogliere la sua bandiera di lotta, per andare avanti. Ci rendiamo conto, infatti, che la sua morte non è dovuta ad un caso fortuito, bensì è frutto di quell'orribile macchina di distruzione e morte che è il fascismo; una macchina alla quale il padrone ha sempre ricorso nel suoi momenti difficili, una macchina che ha il solo motivo di esistere nella società capitalistica. Per questo non ci daremo pace, non ci fermeremo fino e quando non avremo tagliato alla radice il fascismo, non avremo distrutto la società che l'alimenta, una società basata sul denaro e sull'oppressione.

IL 9 NOVEMBRE 1974

TUTTI IN PIAZZA A CATANZARO

MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA REGIONALE

PER LA CONQUISTA DELL’AGIBILITA’ DELLA SINISTRA

PER LA MESA FUORI LEGGE DEL MSI

 

IL FRONTE COMUNISTA

A CURA DEL

FRONTE POPOLARE COMUNISTA RIVOLUZIONARIO

OTTOBRE 1974 NUMERO SPECIALE PREZZO POLITICO

IL FRONTE COMUNISTA

Supplemento a "Avanguardia Operaia" del 25 ottobre 1974

Autorizzazione Tribunale di Roma n. 14255 dl 15.12.1971

Direttore Responsabile

SILVERIO CORVISIERI

Redazione Via S. Miceli

Lamezia Terme