il Domani 26 novembre 2006

GESTIONE ATO 2

Ieri la conferenza del Circolo Argada. Dito puntato contro

"il silenzio dela politica provinciale e lametina"

"No alla privatizzazione del ciclo delle acqua"

 

"Chiediamo chiarezza a tutti i Comuni.

Non ci convince neanche l’atteggiamento del sindaco Speranza!"

No alla privatizzazione del ciclo integrato delle acque! Il Circolo Argada di Rifondazione comunista da Lamezia si oppone decisamente ad un meccanismo che all'interno dell'Ato sembra ormai comunque essersi innescato «nel silenzio assordante - ha detto Luciano Rimini segretario cittadino di Rifondazione - di una intera classe politica provinciale e lametina. Siamo molto preoccupati di questo perché siamo convinti che la gestione privata sia dannosa per i contribuenti e soprattutto perché fornisce un servizio precario. L'acqua è un bene universale ed a livello internazionale la linea è quella della difesa e di una risorsa limitata che quindi non può essere alla mercè di una gestione economica che serve esclusivamente a tutelare interessi privati. Quello che ci preoccupa di più, al di là del merito tecnico della gestione è soprattutto l'ambiguità della classe politica in particolare del sindaco di Lamezia Tenne che deve dare delle risposte, senza, per una volta, delegare ad altri». Presente alla conferenza stampa anche l'ex assessore comunale all'Ambiente del comune di Lamezia, Francesco Sesto che per il Comune ha partecipato ad alcune riunioni dell'Ato 2 nelle cui occasioni aveva chiarito la posizione del Comune di Lamezia, quella appunto di essere contro la gestione privata. Tra l'altro, così come è stato sottolineato nell'ottobre dello scorso anno il consigliere provinciale di Rifondazione comunista, Pino Commodori aveva presentato una mozione, votata all'unanimità da tutto il Consiglio provinciale, con la quale appunto si impegnava la Provincia ad esprimersi contro la privatizzazione.

«Noi chiediamo a tutti i consiglieri provinciali che oggi si comportano in modo ambiguo, conto di questo atteggiamento e lo chiediamo anche ai Comuni, in particolare al Consiglio comunale di Lamezia», Infatti lunedì prossimo è previsto a Lamezia un Consiglio comunale e i "compagni" di Rifondazione si presenteranno a quella seduta e consegneranno un ordine del giorno contro la privatizzazione all'attenzione dei consiglieri, «chiederemo a tutti, a prescindere dalle appartenenze di assumere una posizione chiara e trasparente». E comunque sia Rimini che Sesto chiedono soprattutto al sindaco Speranza di chiarire anche perché affermano «non ci convince la sua posizione. Del resto la battaglia contro la privatizzazione è anche nel programma dell'Unione e gli stessi Ds al congresso nazionale hanno approvato una mozione in tal senso. Vogliamo capire cosa potrà succedere, è importante bloccare adesso un processo che ci sembra strutturato e teso a raggiungere obiettivi che per il momento non sono affatto chiari. E poi non ci vengano a dire che abbiamo perso la battaglia quando questa battaglia non è mai iniziata». Sesto da parte sua ha ribadito che «bisogna alzare l'attenzione soprattutto per quanto riguarda il Consiglio comunale. Questa della privatizzazione è solo una operazione finanziaria che in ogni caso dimostra la pochezza di una intera classe politica». Rifondazione ha posto anche il problema del Comitato ristretto che si è costituito all'interno dell'assemblea dei sindaci che fanno parte dell'Ato «anche in questo caso dei sette comuni che fanno parte del comitato ristretto cinque sono di centrosinistra. Ancora di più quindi non si comprende l'atteggiamento di questa nostra classe di amministratori». Insomma grande attenzione sulla questione acqua che in altre località del Nord è stato già risolto da parecchi tempo. Come dire che in Calabria si è sempre in controtendenza. In questo senso, per Rifondazione, in negativo perché comunque tutto l'introito di una gestione privata dipende sempre dalla contribuzione dei cittadini senza considerare che le ditte private a partire proprio dalle Multinazionali gestiscono privatamente il ciclo delle acque con fondi pubblici.

Sonia Rocca