il Domani 10 dicembre 2006

"il sindaco mantenga gli impegni su Pian del Duca"

Severo monito del Circolo Adelchi Argada di Rifondazione Comunista

Il circolo Argada del Prc, interviene dopo il suicidio nel Cpt di Lamezia "Un suicidio che si poteva evitare perché non è possibile che ciò avvenga senza un controllo attento sulla gestione di queste strutture. Gia questa città ha assistito alla morte di Said Zigoui, cittadino marocchino, anche lui rinchiuso nel Cpt, che dopo un ricovero in ospedale è "caduto" dal secondo piano dell’ospedale di Lamezia Terme.

Potevamo noi salvare la vita di Said Zigoui e del cittadino Bulgaro impiccatosi oggi nel Cpt di lamezia? Non lo sapremo mai.

Sappiamo che ora non servono solo i comunicati stampa o di cordoglio e che è necessario che in questa città si rifletta. E che si levi una voce chiara, nelle nostre sedi di partito, nelle tante nostre associazioni, nei tanti sindacati, nelle tante parrocchie, nei tanti circoli culturali, contro l’inciviltà e l’aberrazioni giuridica introdotta dalla costruzione dei Cpt.

Che si interrompa il silenzio che diviene omertà. Così, solo così, forse, riusciremo a capire come possiamo salvare i tanti migranti che popolano il nostro Paese. " Nessuno resti insensibile dinanzi alle condizioni in cui versano schiere di migranti! Nei campi dove vengono accolti sperimentano talora gravi restrizioni..." Sono parole forti quelle pronunciate qualche anno fa da Giovanni Paolo II che ci chiamano in causa, credenti e non credenti, per il silenzio e l’insensibilità praticata nella nostra città da molti, da tanti, da troppi. Lamezia non è affatto distante dai luoghi che il Santo Padre indicava come luoghi dove i migranti "sperimentano gravi restrizioni…" Esiste nel territorio di questa città un luogo, il Cpt di Pian del Duca, dove sistematicamente vengono calpestati i diritti umani, un carcere etnico che è una vera e propria "gabbia dei serpenti" come è stato definito dai Padri Comboniani che vi sono entrati. Una struttura che secondo uno dei rapporti di Medici Senza Frontiere andava immediatamente chiusa. Si può accontentare, il nostro partito, che ha denunciato ha protestato ha chiesto la chiusura di quel luogo, di essere voce isolata nel deserto ? Oppure occorre che tutti gli "uomini di buona volontà" abbandonino il silenzio, scegliendo di schierarsi dalla parte degli ultimi e di accogliere pienamente i ripetuti appelli come quello di Giovanni Paolo II ? E, ancora il Sindaco dica definitivamente una parola chiara. Si schieri una volta tanto. Mantenga gli impegni assunti nel programma elettorale. Mantenga l’impegno che ha assunto durante la manifestazione regionale contro i Cpt e decida cosa far di quello Pian del Duca che come sa bene è ubicato su di un terreno di proprietà comunale. Dica quello che non ha mai detto da Presidente Regionale dell’Arci, associazione sempre chiaramente impegnata per la chiusura dei Cpt. Dica chiaramente al Ministro che la città di Lamezia si rifiuta di avere su un terreno di sua proprietà un carcere etnico. Chieda l’immediata chiusura della struttura e lo dica pubblicamente.

Grave denuncia di Heidi Giuliani dopo il sopralluogo nella struttura

 

"Perché 72 persone devono rimanere in questa gabbia"

Dopo l'ennesima tragedia che vede coinvolti gli "ospiti" del Centro di permanenza temporanea di Lamezia Terme, e nello specifico, il gesto disperato che ha portato al suicidio un cittadino bulgaro di quaranta anni che nella giornata di ieri si è tolto la vita impiccandosi, Rifondazione comunista scende nuovamente in campo per sollecitare la chiusura dei centri calabresi. Un provvedimento per tenere alta l'attenzione contro le terribili condizioni di vita di emigranti all'interno della struttura, mirata soprattutto ad evitare ulteriori drammi umani e salvaguardare i diritti di tutti. Nella giornata di ieri, a portarsi presso il Cpt di Lamezia, non solo Rosa Tavella, componente del direttivo nazionale di Rifondazione Comunista e Luciano Rimini, segretario cittadino dello stesso partito, ma anche Heidi Giuliani.

La mamma di Carlo Giuliani, il giovane ucciso durante il G8 di Genova e in visita presso il Cpa di Crotone, che proprio in questa drammatica occasione ha voluto incontrare gli internati della "casa" lametina. «Oggi ho incontrato 72 persone disperate che si chiedono perché debbano stare chiusi in questa gabbia -ha detto- persone, molte delle quali non hanno commesso nessun reato e altre ancora che hanno bisogno di cure mediche, che si vedono privati dei propri diritti di cittadini liberi». Condizioni disumane, a detta della Giuliani, che sfociano spesso in gesti disperati così com'è accaduto al quarant'enne bulgaro, che uscito dal carcere di Milano per l'indulto si trovava ospite presso il Ctp di Lamezia in attesa di essere espulso. Vicenda questa, che deve fare riflettere un po' tutti poiché come sottolineato dalla stessa Rosa Tavella, che da tempo si batte per la soppressione degli istituti calabresi «i prigionieri stanno meglio nelle carceri che non nei centri di permanenza temporanea». E per questo motivo, l'esponente politico, si appella ancora una volta agli amministratori locali; a tutte le forze politiche; ai consiglieri regionali dell'Unione; al vescovo della Diocesi lametina; ai vertici dell'Azienda sanitaria locale, affinché non cali l'attenzione su queste "situazioni di disaggio; solitudine e grande difficoltà in cui si trovano i migranti nel nostro paese". «Per di più - ha aggiunto la Tavella - che nel programma di governo dell'attuale sindaco vi era un impegno ben preciso per il superamento del centro di permanenza. Il nostro obiettivo, era è resta quello della chiusura di tutte queste strutture così come è stato evidenziato anche nel programma dell'Unione a livello nazionale, per cui, speriamo che al più presto questo governo superi la legge attuale e avvii al più presto le procedure per la loro soppressione. Nel frattempo però, bisogna combattere affinché le cose cambino perché non si può davvero più assistere a queste tragedie quotidiane».

Antonietta Bruno