il Domani 8 giugno 2006

Severa analisi di Rosa Tavella del Prc che parla di "disagio per ciò che sta accadendo al governo della città"

"Così Lamezia non può ripartire"

 

"Con grande chiarezza voglio esprimere al sindaco, alla coalizione dell’Unione e ai cittadini tutti il disagio che sento per ciò che sta accadendo al governo della città, per il tipo di dibattito che giorno dopo giorno, forze politiche e suoi rappresentanti, animano sulle pagine della stampa locale, per i contenuti e i toni dello stesso che mi appaiono assai lontani dagli intendimenti sottoscritti nel programma di governo, nella carta d’intenti". Così, Rosa Tavella di Rifondazione comunista interviene nel dibattito politico cittadino puntualizzando la posizione del partito nelle vicende che riguardano la Giunta e anche in merito alla querelle su Lamezia Provincia".

"Registro soprattutto – prosegue Rosa tavella - la caduta verticale di quel po’ di tensione ideale che prima del voto aveva spinto tutti noi a costruire un percorso comune per restituire alla nostra città lo statuto di comunità civile, legale, pacifica, solidale.

A me pare che il senso di marcia con il quale è ripartita Lamezia non sia propriamente quello auspicato. Si evidenziano, non tanto e non solo, difficoltà e ritardi ma, soprattutto nella cultura di governo, dei veri e propri ritorni all’indietro che, come ha scritto qualcuno in questi giorni, ci restituiscono un vecchio scenario, quello dei terribili anni ’80 quando si amministrava badando più a propri interessi che non a quelli dei cittadini. Segnalo con amarezza la sottovalutazione se non addirittura la mancata assunzione politica dei gravi problemi che affliggono la nostra città. I problemi dibattuti non sono i fatti sempre più inquietanti di mafia, l’economia selvaggia che ne è effetto e causa, la qualità della vita dei cittadini sempre più bassa ma, ancora una volta, Lamezia provincia si, Lamezia provincia no, chi diventa assessore o vice sindaco al posto di, i numeri in consiglio comunale, se entra Francesco Grandinetti, se Raffaele ripassa al centro sinistra dopo le giravolte precedenti, se il nuovo PSI, se Cosentino passa al gruppo misto….. Intanto il centro destra, forte del suo consenso, guida l’agenda politica del consiglio, solleva il problema dei Rom, straparla di ambiente come se mai avesse avuto responsabilità. E noi?

Non importa se Lamezia ferita a morte dagli omicidi e dai tanti diversi delitti di mafia non sa nulla della verità su di essi. Non importa se in una città che faticosamente da pochi anni ha conquistato il suo piano regolatore non si perde occasione anche nello schieramento del sindaco per metterlo in discussione. E, cosa ancora più grave, si diventa muti e impotenti di fronte al nuovo inquietante dilagare dell’abusivismo edilizio. Perché chi difende la centralità e la dignità di Lamezia non denuncia tutto questo, non chiede come ha chiesto Rifondazione Comunista che almeno la Polizia municipale sorvegli e fermi i cantieri abusivi?

Sommessamente, per evitare che di nuovo sul problema si sollevassero polveroni demagogici, insieme ai miei compagni ho posto al sindaco il problema di Scordovillo. Non solo per tentare di fare qualcosa contro il rogo di copertoni ed eternit che qualcuno dei civili cittadini di Lamezia sicuramente a basso costo fornisce ai Rom ma per ricordare che a Scordovillo vivono in condizioni di degrado uomini e donne, vecchi e bambini, sani e malati, vivono per dirla con un termine che è caro a tanti, laici e cattolici di ogni schieramento, Persone.

Il sindaco, la giunta, l’Unione hanno intenzione di occuparsi di queste misere questioni o pensano di cancellare il problema non affrontandolo?. In tutto questo primo anno di governo abbiamo cercato di collaborare sui temi programmatici. Abbiamo consegnato al sindaco, ad assessori, proposte: il regolamento sulla biblioteca, sulla consulta dei migranti, abbiamo scritto più volte e non solo in occasione dell’approvazione del bilancio che vanno rafforzate e rilanciate le politiche sociali, che la cultura non può ridursi al finanziamento senza criteri di sagre, feste, iniziative di ogni tipo. Abbiamo posto soprattutto la necessità della costruzione e gestione dei luoghi pubblici del fare cultura, degli strumenti, delle tecnologie, del personale connesso, del coinvolgimento delle agenzie formative oltre che dei singoli soggetti,intellettuali, artisti, imprenditori, associazioni.

In una città martoriata dalla criminalità organizzata abbiamo posto il problema del ruolo delle banche, delle attività commerciali, dello sviluppo industriale da ripensare con l’aiuto di esperti veri e disinteressati.

Sull’ambiente (il chiodo sul quale in solitudine ci siamo battuti per anni) abbiamo dovuto insistere per ben 9 mesi per avere un minimo di struttura e, ancora, pone difficoltà l’esistenza di un dirigente a metà con l’urbanistica, un ufficio non al pieno delle sue funzioni. Abbiamo più volte sottolineato al sindaco e pubblicamente che la macchina comunale non si riorganizza con qualche dirigente. Che bisogna avere un piano organico di funzionamento dove tutti i settori e i dipartimenti siano messi nelle condizioni di operare e combattendo il malcostume che si annida in alcuni di essi. E invece così non è stato e non è. Il sindaco non ha nemmeno un ufficio stampa, non esiste, in tempo reale, nessuna informazione sull’attività della giunta e del consiglio.

E allora mi viene da dire che così Lamezia non può ripartire.

Ringrazio il sindaco per il riconoscimento pubblico a Rifondazione comunista So che,nonostante limiti ed errori, Rifondazione lo merita. Ma sarei più contenta se questo riconoscimento si tramutasse in una disponibilità per il sindaco e per lUnione a ritrovare il gusto e la tensione del lavoro condiviso per riaffrontare le tante questioni irrisolte e dimenticate di questa città.

I rimpasti, gli aggiustamenti di organigramma sono fine a se stessi e, anche insidiosi se si appanna l’obiettivo per il quale si è arrivati al governo della città.

A tal fine - conclude Rosa Tavella - sarebbe opportuno che non solo a Lamezia Terme ma in tutta la regione l’unione facesse una riflessione attenta e seria su questo primo anno di governo: se il nuovo corso che abbiamo auspicato si caratterizza ancora una volta per il trasformismo dei suoi rappresentanti politici e per una gestione del potere tutta rivolta all’allargamento della propria area di influenza allora noi condanneremo Lamezia e la Calabria al degrado, alla marginalità e ad una modernità ingiusta e deteriore che avrà come risultato quello di rendere empre più forti i poteri criminali, affaristici già fortemente presenti nelle nostre comunità".