Il Domani 6 luglio 2006

 

PROTESTO VOGLIO RISPOSTE

 

Luciano Rimini, segretario del partito della Rifondazione comunista di Lamezia, ieri mattina era a terra nell'atrio del comando dei vigili, in segno di protesta.

Che è successo? . «È successo quello che succede per tutti i cittadini: cioè un Comune che non funziona.

E il cittadino è costretto a fare i salti mortali anche per una piccolissima questione.

Io ho la fortuna di fare politica da una vita e quindi di protestare. Tanti cittadini ma gari se ne vanno con la coda fra le gambe, disperati, e non riescono ad arrivare ad una risoluzione.

Succede che uno presenta una richiesta e si perde; succede che le richieste, fatte come prevede la legge e che hanno bisogno di una risposta entro un certo numero di giorni, seguono un iter interminabile. Succede questo. E puntualmente. Con i vigili urbani, con l'ufficio all'urbanistica, succede al protocollo, in tutto il Comune. E non si vogliono prendere provvedimenti».

Quindi non si sta riferendo ad un episodio in particolare? «No. Ma io sono stato costretto per diverse ragioni.

"Come è mio diritto faccio delle richieste al Comune e poi devo essere io ad andare ufficio per ufficio. Ieri, ad esempio, mi sono recato in via Perugini e ho scoperto che non si trovava una mia richiesta, fatta a nome del partito. Sono dovuto andare personalmente per vedere che fine avesse fatto. Le mie istanze sono state fatte l'11 maggio scorso, in base una legge nazionale che recepisce una direttiva della CEE che prevede che qualsiasi cittadino ha diritto ad una risposta in materia di informazione ambientale entro 30 giorni, compresi i provvedimenti e le multe. Sono mesi che chiedo di sapere i dati su quante multe hanno fatto i vigili per i rifiuti che si buttano nei corsi d'acqua, ma non riesco ad ottenere risposte. Questo comando dei vigili possiede un nucleo ecologico, e come cittadino ho il diritto di sapere: quante multe ha fatto questo organismo? Ma c'è uno scarica barile allucinante tra i vari uffici». Di chi è la responsabilità? «Credo che la responsabilità sia dei politici, ma anche dei dirigenti del Comune, che hanno il dovere di fare funzionare e riparare quei meccanismi che non funzionano. Un altro esempio. Volevo far tappare una buca pericolosissima su un marciapiede.

Ogni giorno ho fatto telefonate e mi sono recato al Comune. Per otto giorni. L'impiegato mi aveva promesso che i lavori sarebbero iniziati. Ma non è stato così. Sono stato costretto a chiamare l'impiegato dicendogli che sarei rimasto lì davanti e avrei chiamato i giornalisti. E solo allora hanno aggiustato la buca. Questo non è possibile. Allora chi fa politica come me in questo caso è privilegiato perché sa quali strumenti usare, ha l'esperienza. Ma un cittadino per fare aggiustare un buca ci deve mettere 8 giorni? Un cittadino normale non è privilegiato, ma viene preso a pesci in faccia». In che senso? «Lo spiego. Un mese fa circa, ho passato mezza giornata davanti al comando dei vigili. Ho visto ripetutamente cittadini citofonare e sentirsi dire, per ogni problema: "il collega è in sopralluogo", "il collega è in sopralluogo", per ogni tipo di domanda. Non, c'è uno che prende le denuncia e le proteste dei cittadini poi le manda ai colleghi competenti. No, sono i cittadini che devono andarli a cercare. Succede per tutto. Altro esempio: L'abusivismo in questa città ha una recrudescenza che è spaventosa. Io ieri sono stato al Comune per segnalare delle case pericolanti. Ho girato 20 uffici. Non sono riuscito a risolvere il problema. Ho dovuto lasciare un post-it! È la macchina comunale. È il solito andazzo».

Qui non è arrivata allora la trasparenza amministrativa?

«No, qui si sta parlando di servizio ai cittadini, il minimo indispensabile. Tempo fa ho presentato un'istanza al Comune, me l'hanno protocollata dopo 8 giorni. Ne sono a conoscenza tantissimi dirigenti e amministratori del Comune. Evidentemente non, si ha la volontà di affrontare questa cosa di petto. È un problema sotto gli occhi di tutti. Non serve Rifondazione comunista a dirlo, anche se noi questo problema lo abbiamo posto fin dall'inizio, dalla stesura del programma.

Basta parlare con qualsiasi cittadino».

È la prima volta che fa una protesta del genere?

«No, anche durante la seconda Giunta Lo Moro, dove noi, per di più, eravamo parte. Mi sono steso nell'androne del Comune e ho fatto la stessa protesta. E ripeto che mi sento un privilegiato, perché almeno ottengo delle risposte. Ma mi chiedo che tipo di risposte ha il cittadino, se ce l'ha. Se passano 30 giorni o 60 come per me. O passa un'intera vita senza ottenere spiegazioni».

Quanto ha intenzione di rimanere qui?

«Ho fatto avvisare sindaco e direttore generale e diversi amministratori del Comune. Io da qui non me ne vado. Io questa volta voglio la risposta. La mia protesta va anche in un'altra direzione. Voglio dire che questa è anche la dimostrazione del livello politico che c'è in questa città, dove si discute di grandi opere, di grandi impianti, come se si volesse passare dall'età della pietra all'informatica senza passare da quella industriale. Si illustrano progetti che prendono in giro i cittadini, quando non funziona la Pubblica Amministrazione, quando non funziona l'ASL, quando questa città è martoriata dalla mafia, e non funziona il vivere civile».

CINZIA GUADAGNUOLO