PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

circolo A. Argada – Lamezia Terme

 

NOTA STAMPA

Lamezia Terme 5 luglio 2006

 

METTIAMO IN SICUREZZA IL NOSTRO TERRITORIO

 

Dopo Crotone, Soverato, Cerzeto, l’ennesima tragedia umana e ambientale si è consumata in questi giorni in Calabria. Una tragedia frutto della straordinaria portata del maltempo ma non per questo inevitabile. Non vi è dubbio che in una regione in cui l’interesse per il degrado ambientale e del dissesto idrogeologico avviene solo dopo che le tragedie portano morti, distruzione di civili abitazioni e scempio del territorio non possono che verificarsi periodicamente disastri come quello che ha colpito le popolazioni del vibonese. La fragilità del nostro territorio, il degrado che lo attraversa e la tropicalizzazione del clima richiederebbero, dunque, una attenzione al territorio maggiore di quella fin’ora ad esso riservata dalle pubbliche amministrazioni e dalle stesse forze politiche. Anche Lamezia non è immune da questa disattenzione. Da anni, spesso inascoltato, il nostro partito ha posto l’attenzione su questi temi con esposti alla Procura della Repubblica, interrogazioni parlamentari, regionali e comunali. Abbiamo ripetutamente denunciato la poca attenzione riservata alle condizioni dei corsi d’acqua che attraversano la città così come, anche ultimamente, abbiamo richiamato l’attenzione sulla diffusione dell’abusivismo edilizio; fenomeno questo che non è estraneo alle tante tragedie che si sono consumate in questi anni nel nostro Paese. Sappiamo benissimo che con le sole risorse del comune non sarà possibile un risanamento efficace e permanente del territorio. Sappiamo che è necessario, nel nostro Paese, un vero e proprio Piano Nazionale per il risanamento idrogeologico che passa attraverso lo smantellamento delle politiche che per anni hanno privilegiato la cementificazione e che nel disprezzo della vita umana privilegiano, con le inutili grandi opere come il ponte sullo Stretto, gli interessi delle grandi imprese. Sappiamo però che anche le amministrazioni locali possono contribuire con i mezzi a loro disposizione al mantenimento di un rapporto più corretto tra uomo e territorio ad una cura migliore e costante dello stesso. Non è più ammissibile assistere impotenti al proliferare dell’abusivismo e al conseguente rischio, per il territorio, che lo accompagna. Per Rifondazione la punibilità dei reati a danno dell’ambiente rappresenta non solo una garanzia certa di giustizia ma anche una valida politica di prevenzione dei rischi idrogeologici. Non è più ammissibile che chi deve controllare, a cominciare dal servizio di Polizia Urbana, non controlli, che non vengano fatte rispettare le ordinanze del comune, che si lasci il controllo del territorio alla buona volontà del singolo dipendente comunale. Non è più ammissibile che decine di dipendenti comunali vengano adibiti quasi giornalmente ad allestire palchi e tendoni quando si potrebbe istituire, con una maggiore organizzazione del personale, un servizio permanente e adeguatamente attrezzato per la pulizia ordinaria degli alvei dei corsi d’acqua che attraversano la città. Un servizio, questo, che non solo contribuirebbe a mantenere costantemente in sicurezza i corsi d’acqua ma abbatterebbe di molto i notevoli costi degli interventi straordinari. E’ necessario, inoltre, un piano di investimenti che preveda la messa in sicurezza dei ponti sui nostri torrenti che uno studio del CNR ha definito inadeguati e in alcuni casi pericolosi. Lo studio evidenzia, tra l'altro, che «nessuno dei ponti esistenti ha superato la verifica relativa alla moderata e bassa probabilità di inondazione. Solo un ponte, posto lungo il T. Piazza, ha superato la verifica relativa all'alta probabilità di inondazione...». Sempre lo stesso studio conclude: «Tuttavia, i calcoli idraulici hanno dimostrato che attualmente anche eventi di piene caratterizzati da livelli di eccezionalità modesta, ovvero da tempo di ritorno maggiore o uguale a 20 anni, potrebbero mettere in crisi il reticolo idrografico in quasi tutte le sezioni critiche, causando esondazioni nell'abitato». Si tratta, dunque, di attivare provvedimenti, strumenti e risorse finanziarie per costruire una politica di salvaguardia del territorio non solo di lungo periodo o straordinaria ma il più possibile legata alla prevenzione immediata di eventi e calamità del presente.