il Domani 30 giugno 2006

 

Rifondazione Comunista plaude alle indagini della finanza e lancia pesanti strali

 

J’accuse contro "il saccheggio dei finanziamenti pubblici"

 

"Basta scorrere sui giornali le cronache di questi giorni per leggere del prezioso lavoro che sta svolgendo la Guardia di Finanza e per capire bene ciò che è accaduto in Calabria e nel lametino e che il quotidiano Liberazione ha recentemente definito la rapina del secolo". I dirigenti di Rifondazione comunista plaudono alle indagini della Finanza e puntano il dito contro lo sperpero dei finanziamenti pubblici. " Si tratta – stigmatizzano - di quel fiume di denaro che passa e non lascia traccia, finendo spesso nelle tasche di speculatori e falsi imprenditori, gli esperti delle fabbriche fantasma, quelle aperte e repentinamente chiuse, previo saccheggio dei tanti finanziamenti pubblici, i profittatori senza volto delle cecità burocratiche, delle complicità politiche, delle corrotte gestioni clientelari. Si tratta di finanziamenti pubblici di qualsiasi natura: sia di tipo nazionale, erogati cioè direttamente da Roma, sia di provenienza regionale; oppure elargiti direttamente dalla Comunità europea. Si tratta di finanziamenti che come, nella totale solitudine, Rifondazione comunista ha denunciato, sono serviti spesso ad arricchire i soliti furbi, è la storia di Lamezia e della Calabria, che non hanno mai rischiato un soldo di tasca loro e hanno goduto del sostegno dei politici di turno.

Dal 2000 ad oggi in Calabria sono arrivati 1 miliardo e 900 milioni di euro in conto legge 488 e solo per le voci industria commercio e turismo. E poi ci sono da aggiungere "contratti d'area", "patti territoriali", "sovvenzioni globali". Un mare di euro, eppure la regione ha subito una regressione economica e sociale che la continua a collocare agli ultimi posti per reddito, occupazione e vivibilità.

In questi anni invece di accogliere con preoccupazione le numerose denunce dell’Unione Europea, sull’utilizzo illecito, in Italia, dei finanziamenti pubblici alle imprese, partiti e sindacati si sono preoccupati di esaltare le politiche concertative e il primato dell'impresa, ritenendo che portassero sviluppo e occupazione, mentre a godere dei soldi e delle agevolazioni in gran parte sono state aziende già presenti che non hanno sviluppato la propria dimensione e il numero degli addetti.

Così è potuto accadere che nella nostra regione soltanto nel 2005, la Guardia di finanza, ha riscontrato 27 violazioni, denunciato 36 persone, rilevato indebite percezioni di 104 milioni 160.097 euro e bloccato l’erogazione di 44 milioni 650 mila 229 euro. E’ potuto accadere che cordate imprenditoriali del nord con inquietanti intrecci con affaristi e politici locali sono arrivate per arraffare consistenti fondi pubblici per poi lasciare terra bruciata e dipendenti sul lastrico. Oggi – concludono i dirigenti del Prc - è necessaria, come da anni chiede Rifondazione Comunista, una svolta nelle politiche di investimento pubblico a partire dall’approvazione del disegno di legge, intitolato "Istituzione di una Commissione parlamentare di vigilanza per gli aiuti pubblici alle imprese" presentato dall’On. Antonello Falomi del Prc. Non a caso il disegno di legge è nato qui, in Calabria, una regione dove è necessario che emergano le responsabilità e le complicità politiche su questa rapina perpetrata ai danni di tutti i calabresi".