il Domani 27 ottobre 2006

Mozione del presidente del gruppo consiliare del Prc, Damiano Guaglirdi

Rifondazione sollecita Regione e Governo

Il presidente del gruppo consiliare del partilo della Rifondazione comunista, Damiano Guagliardi, in una mozione al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, ha chiesto che sia "discussa in Consiglio con i termini dell'urgenza" la gravita della situazione dell'ordine pubblico e della sicurezza a Lamezia Terme, duramente colpita «dall'azione barbara e violenta delle organizzazioni mafiose». Guagliardi, «esprimendo pieno sostegno e totale solidarietà agli imprenditori, ai commercianti e alla comunità lametina tutta», sollecita il Governo nazionale, e segnatamente i ministri dell'Interno e della Giustizia, «ad assumere gli urgentissimi e rapidi provvedimenti affinché lo Stato si riappropri del pieno controllo del territorio e per colpire le organizzazioni mafiose nelle loro ricchezze e nei loro patrimoni». L'esponente di Rifondazione comunista, inoltre, ha chiesto che «la Giunta regionale sì impegni per un sostegno concreto a favore dell'Associazione lametina antiracket» e l'invio della propria mozione al ministri dell'Interno e di Giustizia, e al sindaco di Lamezia Terme.

Il testo della mozione depositata dal consigliere Guagliardi: «Premesso che: nella città di Lamezia Terme si sta registrando un'inquietante escalation di violenze, intimidazioni e minacce di chiara matrice mafiosa; in particolare, negli ultimi mesi si sono verificati alcuni agguati mortali, di natura mafiosa, che hanno provocato l'uccisione dì quattro persone; continua, inoltre, una spirale terrorizzante attraverso attentati dinamitardi ai danni di attività commerciali e imprenditoriali. Alcuni attentati si sono svolti in pieno giorno e all'interno del centro abitato, provocando grande inquietudine tra i cittadini; a Lamezia, dal 2000 ad oggi, si sono verificati 35 omicidi, alcuni dei quali hanno destato grande attenzione nell'opinione pubblica nazionale, così come diversi sono stati gli atti intimidatori compiuti nei confronti di esponenti politici locali. Considerato che: il quadro di compromissione tra ambienti malavitosi e ambienti politico - amministrativi ha determinato nella storia recente della città, per ben due volte, lo scioglimento per infiltrazione mafiosa del Consiglio Comunale; già nel corso della XIII seduta della Commissione parlamentare antimafia del 6 maggio 2002, il dottar Mariano Lombardi, procuratore presso la Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro, forniva un quadro assai allarmante del carattere "drogato" della ricchezza circolante nel territorio lametino, e sottolineava il formidabile condizionamento mafioso sui circuiti economici locali; malgrado questi fatti, si deve constatare una paurosa caduta di tensione e di impegno dello Stato nella lotta alla criminalità mafiosa nel lametino; la crisi drammatica e cronica della giustìzia, collassata dall'assoluta insufficienza di mezzi, strutture, personale e Magistrati, nonché il continuo avvicendamento dei sostituti procuratori del locale Tribunale e dei dirigenti del locale commissariato di polizia di Stato (ben 6 i dirigenti che si sono succeduti dal 1992 al 2003), rappresentano alcuni tra i più preoccupanti segnali dell'indebolimento dell'azione di contrasto e di repressione che dovrebbe essere condotta dagli organi dello Stato. Ritenuto che: la nota situazione dell'ordine pubblico nella città di Lamezia, dunque, non trova giustificazione alcuna nella carenza dell'organico del Tribunale, così come non è giustificabile il continuo avvicendamento di Sostituti Procuratori e dei Dirigenti del locale Commissariato; tutto questo non può essere più tollerato e minimizzato perché, tra l'altro, contribuirebbe a lasciare la città in un clima di paura e rallenterebbe il necessario sviluppo della comunità già segnata da una forte disoccupazione e sacche di povertà non più sopportabili; la pesantezza della situazione di Lamezia Terme, con un elenco impressionante di omicidi, attentati e minacce, che oltre a terrorizzare gli operatori economici e l'opinione pubblica, ingenerano impotenza e rassegnazione negli strati più deboli della società lametina, richiedono, oltre che un maggiore controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine, una diversa strategia di lotta alla mafia con un'attività preventiva del crimine ed una capacità investigativa in grado di colpire gli arricchimenti illeciti e l'eventuale connivenza di pezzi delle istituzioni e della politica. Tutto ciò premesso, consideralo e ritenuto, il Consiglio Regionale della Calabria, facendosi interprete della volontà dei cittadini calabresi, esprime pieno sostegno e totale solidarietà agli imprenditori, ai commercianti e alla comunità lametina tutta, colpiti duramente dall'azione barbara e violenta delle organizzazioni mafiose; sollecita il Governo nazionale, e segnatamente i ministri dell'Interno e della Giustizia, ad assumere gli urgentissimi e rapidi provvedimenti che sono richiesti dalla gravità della situazione lametina, per riappropriarsi del pieno controllo del territorio e per colpire le organizzazioni mafiose nelle loro ricchezze e nei loro patrimoni; impregna la Giunta Regionale ad adoperarsi per un sostegno concreto a favore della Associazione lametina antiracket; impegna il presidente dei Consiglio regionale ad inviare la presente mozione ai ministri dell'Interno e della Giustizia, e ai sindaco della città di Lamezia Terme».

rl