Calabria Ora 24 settembre 2006

Una finanziaria più sociale

E’ stato affermato durante un incontro dibattito a "Liberafesta"

LAMEZIA TERME

Doveva esserci anche il ministro per la solidarietà sociale, Paolo Ferrero, all'incontro tenutosi in piazza Mercato Vecchio venerdì scorso in occasiono di "Liberafesta".

Il rappresentante del Governo, per impegni improrogabili, non ha potuto presenziare e ha inviato una lettera, letta prima del dibattito pubblico, in cui sottolineava «l'importanza della vittoria dell'Unione sullo strapotere berlusconiano che ha oscurato l'Italia negli ultimi 5 anni di governo».

Presenti, invece, la dirigente nazionale del Prc, Rosa Tavella, che ha introdotto i lavori; il presidente della comunità "Progetto Sud", don Giacomo Panizza e il sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza.

«Siamo qui stasera - ha esordito la Tavella - per discutere di alcune problematiche fondamentali come: il governo dell'Unione, la Finanziaria e la questione sociale». La dirigente è subito entrata nel vivo citando alcuni esempi concreti di «donne sposate, madri di famiglia, professioniste con figli disabili, giovani laureati sbandati in cerca di un'attività lavorativa cui non sia offerto un contratto capestro e che non si perpetri un abuso nei loro confronti e che tutti questi soggetti non siano costretti ad emigrare. Dobbiamo pensare - ha aggiunto - anche alle problematiche legate agli stranieri, i Cpt, il problema legato ai Rom. La questione sociale è seria e va discussa con grande attenzione. Anche se Rifondazione non è più in Giunta, non vuol dire che siamo fuori da Unione e lo siamo in modo pregiudizievole».

Sulla finanziaria, che alla questione sociale è comunque connessa. «Più che dalle pensioni avremmo preferito che la Finanziaria partisse da una reindustrializzazione per il Sud dopo la chiusura del polo tessile a Cosenza, delle saline a Reggio e della siderurgia a Crotone. Il futuro deve essere dei rigassificatori, dei termovalorizzatori che producono solo inquinamento? No grazie. Dobbiamo badare alle cose concrete - ha concluso la Tavella. In Calabria tutto, non solo metaforicamente, rischia di franarci sotto i piedi e non dobbiamo più permettere che si ripetano episodi come le frane di Cerzeto o Vibo o il delitto Fortugno. Vogliamo dare fiducia ai giovani e meno giovani, abili e disabili. Convincerli a restare in Calabria perchè conviene davvero».

Sulla stessa lunghezza d'onda don Giacomo Panizza. «La Finanziaria dell'Unione, ma di tutti i governi, deve essere sociale. Non deve mettere gli stranieri nei Cpt o tagliare le risorse alla scuola. D'altra parte alla stessa non si può, ad esempio nella sanità, chiedere beneficenza, ma diritti di assistenza ai malati si. Il nostro slogan è "sbilanciamoci" sui bilanci dei vari governi sia di centrosinistra che di centrodestra, chiedendo una legge che guardi più in là. Questa la riteniamo indigesta, meno distruttiva di quella del precedente Governo, ma ancora troppo lontana dal nostro ideale. Diciamo no all'economia, prima dei poveri, alla costruzione di armi, sulle spese per le guerre (nel 2005 11 euro pro capite sono stati investiti sulla missione in Irak), ai Cpt e ai divieti di soggiorno per coloro in cerca di un lavoro, alle logiche di bonus disuguali per i figli, al ponte sullo Stretto e tanto altro. Naturalmente - prosegue Panizza - diciamo tanti si; alla perequazione finanziaria per tutti i cittadini (attualmente in Trentino la disponibilità è di 317 euro contro gli appena 11 della Calabria), si al tema del Mezzogiorno, si ai beni comuni non privatizzati ed a tante altre cose». Ha concluso il sindaco di Lamezia, Speranza. «Sono contento - ha detto - che la festa di Liberazione sia ritornata in città. Mi trovano d'accordo i temi trattati. Purtroppo anch'io e di questo si sono fatti beffa all'opposizione, ho potuto constatare da vicino le miserie e la disperazione della gente che è venuta al comune per chiedere una settimana di lavoro. Questa Finanziaria deve evitare questi estremismi e ridare sicurezza ad un paese che il berlusconismo ha lasciato più povero e più diviso». Sulle privatizzazioni, ha concluso il sindaco «c'è da dire che in Calabria abbiamo l'esempio della Sorical che cede l'acqua captata. Ci sono beni che non si possono privatizzare. Speriamo che i comuni abbiano dei vantaggi e possano godere di maggiori introiti da investire in iniziative importanti».

Ieri sera, a conclusione della manifestazione, si è tenuto il dibattito "Un Mediterraneo di pace" cui ha preso parte anche il direttore del nostro giornale, Paride Leporace.

 

Alessandro Cosentini