PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

CIRCOLO A. ARGADA – LAMEZIA TERME

NOTA STAMPA

Lamezia Terme 24 aprile 2006

 

Il 25 aprile non è solo l'anniversario della Liberazione dell'Italia da parte delle formazioni partigiane, ma anche l'occasione per considerare più attentamente quella carta costituzionale che rappresenta la principale eredità della resistenza e la base fondativa della nostra convivenza democratica. Questo 25 aprile, che cade nell’anno del 60 anniversario della nascita della Repubblica,  è ancora più importante perché avviene a pochi giorni dal voto che ha portato alla vittoria l’Unione. Unione  che ha nella difesa della Costituzione il punto fondamentale del suo programma. Volgere l'attenzione alla Costituzione è oggi tutt'altro che un'operazione oziosa, di mera valenza storica e slegata dalla realtà contingente. Ciascuno di noi ha infatti avuto nella sua vita il privilegio di essere figlio della Costituzione che i nostri padri, i nostri nonni ci dettero. Essa costituiva insieme il frutto di un immenso sacrificio e la base di una nuova speranza: la democrazia, la libertà, l’uguaglianza fra i cittadini, l’unità d’Italia. Ciascuno di noi oggi è erede di quella grande pagina di storia, a ciascuno il dovere di fare qualcosa. Infatti mai come in questo momento la Costituzione nata dal sangue dei partigiani è sotto attacco: una sciagurata riforma, promossa dal governo delle destre recentemente defunto, e voluta fortemente dai padani della Lega, minaccia la nostra carta fondamentale di un rovinoso sconvolgimento. Dietro il pretesto di un malinteso federalismo, questa riforma mira a incrementare i poteri del Presidente del Consiglio dei Ministri svilendo e svuotando di competenze gli organi istituzionali di garanzia, il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale. Se la controriforma dovesse entrare in vigore, ne risulterebbe un assetto istituzionale che non potrebbe più essere definito democratico, in cui il premier potrebbe sciogliere in qualsiasi momento la Camera dei Deputati, che così gli risulterebbe asservita: il primo ministro deterrebbe in tal modo un potere quasi illimitato. Inoltre l'imperizia tecnica della riforma, nata dal conflitto fra le linee politiche della Lega secessionista e dei postfascisti di AN, renderebbe ingovernabile lo Stato, moltiplicherebbe i centri di spesa pubblica e confonderebbe le rispettive competenze del potere centrale e degli enti locali. Questo stravolgimento della seconda parte della Carta Costituzionale metterebbe di fatto in mora i principi di pace, libertà e giustizia sociale contenuti nella prima parte.  Occorre dunque opporsi a questo funesto disegno attraverso il referendum che si svolgerà nel prossimo mese di giugno: solo respingendo con un grande NO questo tentativo di stravolgere la Costituzione possiamo realmente onorare la memoria dei partigiani che sono morti per essa e tra essi i nostri due concittadini, Domenico Petruzza e Vinicio Cortese, medaglie d’oro della resistenza.