Il Domani 20 gennaio 2006

 

Il parlamentare del Prc, Russo Spena, chiede lumi ai ministri della Salute e delle Infrastrutture sulla struttura sanitaria

 

"Da residenza per anziani a luogo di degrado"

Sott’accusa Asl e Comune:

"durante i periodi elettorali è stata inagurata tre volte"

 

SAN MANGO D'AQUINO — Con un'interrogazione ai ministri della Salute e delle Infrastrutture, il parlamentare di Rifondazione comunista, Giovanni Russo Spena, sollecita l'attenzione - su una residenza sanitaria assistenziale per anziani che sarebbe dovuta sorgere nel comune di San Mango. L’esponente del Prc, ripercorre in una lunga documentazione, le vicende della struttura sanitaria - il cui progetto risale al 1996, quando la Regione «informava l'Asl 6 di Lamezia Terme, che il Cipe aveva autorizzato la contrazione del mutuo per la realizzazione della Rsa per anziani, nel comune di San Mango D'Aquino» - e chiede ai rappresentanti del Governo: «come sia stato possibile che in soli due anni il fabbricato abbia subito un degrado cosi forte; come mai, per quanto riguarda il ritardo nella consegna dei lavori, non è stata applicata la sanzione prevista; quali siano stati i motivi, dal momento che la commissione di collaudo, nominata nel 1997 e la consegna dei lavori avvenuta nel 2001 per i quali il collaudo è stato eseguito, con tanto ritardo, nel 2003; di 'chi è la responsabilità di questo notevole ritardo, in considerazione, che la normativa sui lavori pubblici determinano che il collaudo deve avvenire entro sei mesi dalla consegna dei lavori; se siano state prodotte le polizze di garanzia sui lavori; come mai il commissario straordinario dell'Asl non si è avvalso di quanto previsto per legge; come mai si decide di appaltare la gestione di un fabbricato che è largamente inagibile; come mai lo stesso invece di promuovere l'accertamento della verità e di rivalersi sui responsabili per il disastro della Rsa di San Mango D'Equino decide di far pagare i costi alla collettività; se sia stata rispettata la normativa vigente; se in merito a tale vicenda intende aprire un'inchiesta al fine di verificare tutti gli atti amministrativi riguardanti la stessa e per verificare eventuali illegalità e responsabilità degli uffici competenti». Russo Spena ripercorre dunque la storia della struttura e punta il dito contro diversi protagonisti della vicenda: "la consegna dei lavori è avvenuta nel 1997 e l'ultimazione nel 1999, pari ad un periodo di durata dei lavori di giorni 600, che per effetto delle sospensioni e delle riprese fu spostato al 2000; prima della consegna per ultimazione dei lavori la Direzione dell'Asl 6, con deliberazione '28-8-2000, numero 1317, ha affidato l'incarico per la progettazione preliminare, definitiva e esecutiva delle opere di completamento per l'importo massimo complessivo di 1.000.000.000. di vecchie lire; (...) nella relazione generale del progetto di completamento della Rsa realizzata, il quadro economico riporta l'ammontare delle competenze tecniche che ammontano a 112.200.000 di vecchie lire, in contraddizione palese con quanto affermato dall’Asl nella stessa delibera 1317; dalla relazione generale redatta dai tecnici e allegata alla delibera 1317 emerge chiaramente che i lavori, che vengono indicati come completamento della Rsa comprendono il rifacimento dell'intera copertura per tutti i livelli del fabbricato, il trattamento di tutte le pareti realizzate con blocchi di cemento con altissima percentuale di foratura e pertanto non in grado di trattenere l'acqua piovana. Gran parte delle opere previste nel progetto di completamento della Rsa erano già inserite nel progetto e quindi già pagati all'impresa [...]. Tutti sapevano, dunque, - stigmatizza – che nei locali interni della Rsa si verificavano copiose infiltrazioni di acqua piovana tali da deteriorare l'impianto elettrico; quindi l'Asl di Lamezia Terme invece di far effettuare le opportune verifiche sulla qualità delle opere, addossava alla collettività l’ulteriore spesa di alcune centinaia di milioni di lire, per poter avere l'opera funzionale, invece di chieder conto ai tecnici ed all'impresa ai sensi della normativa vigente di quanto era accaduto; detto progetto non è stato comunque portato a termine poiché non vi era all'epoca la disponibilità dei fondi necessari da parte dell'Asl; l'Asl con deliberazione del direttore generale 23-8-2000, numero 1269, ha stabilito di affidare, in comodato, al comune di San Mango D'Aquino, attraverso l'approvazione di una convenzione allegata allo stesso atto deliberativo, la gestione della Rsa, anche questa deliberazione non ha mai avuto esecuzione (il comune di San Mango D'Aquino non aveva e non ha le professionalità per gestire una Rsa); i proprietari dei terreni espropriati, nel 2001 hanno citato l'Asl 6 presso il Tribunale civile dì Lamezia Tenne, per i danni patiti, a seguito della indebita appropriazione dell’appezzamento di terreno di circa 2500 metri quadri, nonché per la mancata restituzione di tutte le piante che si trovavano sul terreno espropriato, chiedendo un risarcimento di 200 milioni (procedimento ancora in corso);(...) nel frattempo è stata, in occasione di campagne elettorali, inaugurata per ben tre volte da parte dell’Amministrazione comunale di San Mango D'Aquino, con tanto di visita guidata per gli anziani de! paese; (...) la commissione, di collaudo, stranamente, ha certificato la regolare esecuzione dei lavori nel 2003 senza eccepire alcunché all'Impresa esecutrice dei lavori; la stessa direzione generale dell'Asl con atto deliberativo 1131, ha inteso indire un pubblico incanto per l'affidamento della gestione della Rsa per anziani di San Mango D'Aquino; (…) negli anni scorsi per la Rsa in argomento si sono susseguite due interrogazioni di consiglieri regionali, una interrogazione del senatore Veraldi e due esposti del gruppo consiliare di minoranza "Partecipiamo per... San Mango" senza che sia stata, ancora, fatta lu.ce sulle cause».

r.l.