Il Domani 12 dicembre 2006

Il parere dei dirigenti del Circolo "Argada": la gestione deve rimanere di competenza pubblica

 

E Rifondazione ribadisce:

"No alla privatizzazione"

" Ecco perché è necessario battere le propensioni, interne allo stesso centrosinistra, alla privatizzazione della LameziaMultiservizi che ripropongono ricette che si sono dimostrate fallimentari e che sono in controtendenza con le scelte che vanno facendo in tutta Italia le amministrazioni progressiste che scelgono come opzione necessaria la gestione pubblica in settori importanti come il ciclo delle acque e dei rifiuti".

Con queste parole nel "febbraio di quest’anno con volantini e comunicati stampa" il circolo "Argada" di Rifondazione comunista ripropone la sua posizione sul futuro della Multiservizi. "Llanciavamo l’allarme sui pericoli di privatizzazione della Società. Una preoccupazione che abbiamo più volte reso pubblica e che abbiamo espresso altrettanto ripetutamente al sindaco. Eppure, non si è voluto discutere fino in fondo e in tempo utile di questa questione. Oggi, assistiamo ad uno strano balletto tra chi dice che è per l’affidamento in house della multiservizi e chi ritiene salvifico "l’apporto" di soggetti privati nella sua gestione. Si è così volutamente arrivati a ridosso della scadenza della permanenza di Sviluppo Italia nella società, e magari qualcuno dirà che non si è potuti arrivare alla gestione interamente pubblica della Lameziamultiservizi perché si è trovato in minoranza nella coalizione che governa la città. Del resto già c’è chi ipotizza di mettere sul mercato le azioni detenute da Sviluppo Italia. Una soluzione che – stigmatizzano i dirigenti del Prc - abbiamo la sensazione, rischia di essere il vero obiettivo sul quale da anni lavorano in molti. Nessuno, proprio nessuno, fa i conti con le esperienze fallimentari già consumatisi in altre realtà, nessuno si preoccupa delle possibili conseguenze delle scelte che si andranno a fare per le tariffe che dovranno pagare i cittadini o per i livelli occupazionali e le condizioni di lavoro degli addetti della multiservizi. Abbiamo la netta sensazione che in molti avevano e hanno come obiettivo primario di questa città la cessione delle quote di sviluppo Italia ad un socio privato. Dimenticando quello che ha significato nel recente passato la gestione privata del ciclo dei rifiuti e dell’acqua. Facendo finta di non sapere quali danni hanno provocato per esempio le gestioni private delle depurazione delle acque sul nostro territorio. Noi continuiamo a pensare che la gestione dei trasporti, del ciclo dell’acqua e di quello dei rifiuti debbano rimanere di competenza pubblica e soggetti ad un controllo popolare e partecipato delle comunità locali perché, sono profondamente connessi alla qualità della vita delle stesse comunità e perché sappiamo benissimo che gli interessi dei soggetti privati si scontrano nettamente con l’interesse primario che è quello della garanzia di servizi efficienti, della difesa e della gestione oculata delle risorse, della sostenibilità ambientale, la difesa dei livelli di salute.

Questa vicenda è, inoltre, l’ulteriore dimostrazione di come, nonostante i programmi elettorali, si sia mortificata la partecipazione popolare sulle grandi scelte che riguardano l’amministrazione, le scelte, gli obiettivi, della coalizione che governa la città. Non crediamo che i cittadini di Lamezia siano diversi di quel 78% di cittadini italiani che una recente ricerca dell’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia) dimostra che credono che nei servizi sia necessaria una maggiore presenza pubblica e un maggiore potere di controllo delle popolazioni.

Tutto questo sta avvenendo mentre nel Paese sono tantissime le realtà che si oppongono alla mercificazione di quei beni pubblici connessi alla qualità della vita. Per non parlare dell’allarme lanciato al parlamento con la 57ª relazione sulla politica informativa e della sicurezza nella quale si afferma che nella nostra provincia forti sono gli interessi delle ‘ndrine nella gestione del ciclo dei rifiuti. Un altro elemento, questo, che deve fortemente farci riflettere quando si tratta di fare scelte importanti che riguardano il futuro della gestione dei servizi pubblici.