il Domani 12 marzo 2006

 

A pochi giorni dal voto in Consiglio comunale,

parla il segretario cittadini del Prc, Luciano Rimini

Il bilancio secondo rifondazione

In vista dell’imminente approvazione del Bilancio, abbiamo ascoltato la posizione di Rifondazione comunista. Partito che esprime l’assessore allo sport e all’ambiente, Franco Sesto. Per cpire gli umori e le aspettative del Prc, abbiamo incontrato il segretario cittadino Luciano Rimini.

Quali sono secondo il suo partito i criteri che dovranno guidare la giunta nella stesura del bilancio ?

"Noi crediamo che, in una situazione in cui i forti tagli, realizzati dal governo Berlusconi, ai trasferimenti statali, condizionano negativamente la capacità di intervento degli Enti locali e penalizzano in maniera particolare le aree deboli del Paese. Così come penalizzano fortemente la capacità degli Enti locali di interventi a tutela del territorio, dell’ambiente, e dei servizi alla persona sia necessario invertire le scelte praticate negli ultimi anni nella nostra città. Scelte che hanno visto l’elaborazione di bilanci fotocopia privi di scelte coraggiose capaci di imprimere una svolta nelle gestione amministrativa dell’Ente e di incidere sulle condizioni di vita delle cittadine e dei cittadini e di quelli, tra essi, più deboli. Il Bilancio - per noi - in questa città oggi, più che in passato non deve essere un semplice atto amministrativo ma deve assumere una valenza politica enorme. Ecco perché diventano importanti e caratterizzanti le scelte di programmazione economica, e non solo, dell'Ente locale e proprio rispetto ad alcune scelte, è assolutamente necessario segnare fortemente l’attività dell’amministrazione comunale. Occorre che l’Ente Locale diventi soggetto capace di elaborare un’alta e qualificata progettualità sociale, ambientale ed economica, tale da movimentare risorse europee, nazionali e regionali. E’ un percorso questo che oggi diventa obbligatorio. Così come diventa un elemento fondamentale, nella costruzione di un Bilancio che guarda alle fasce più deboli della popolazione, definire una seria politica redistribuiva. Si tratta di mettere in campo interventi sociali capaci di riequilibrare ingiuste distribuzioni del reddito, a sostenere il reddito ed i servizi a sostegno dei soggetti deboli, a rafforzare la coesione sociale, a programmare politiche di accoglienza per i tanti migranti che popolano Lamezia, a prevenire fenomeni di disagio sociale la cui successiva gestione risulta essere, poi, molto più costosa. Un Bilancio, dunque, segnato da politiche virtuose che incida positivamente sulle condizioni di vita dei cittadini e che contrasti i tanti, i troppi, sprechi che si consumano attraverso l’inefficienza della "macchina comunale", la mancanza di regole, la discrezionalità in alcuni settori degli assessori di turno".

Ci può riassumere quali sono per il prc le priorita’ che vannO individuate?

"Per noi diventano importanti ed essenziali, alcune scelte che contrastino in maniera decisa le "ubriacature" liberiste che hanno attraversato il Paese che si sono dimostrate fallimentari. Penso per esempio alla necessità di salvaguardare il carattere pubblico dei servizi locali a partire da quelli gestiti dalla LameziaMultiservizi, rifiutando la logica delle privatizzazioni e delle esternalizzazioni. Si tratta di un obiettivo particolarmente qualificante, anche perché la logica privatizzatrice ha costituito la vera sciagura delle politiche locali nel corso degli ultimi anni e ha contribuito a creare lavoro precario e sottopagato e l’abbassamento della qualità dei servizi. Così come diventano fondamentali alcuni punti essenziali che per noi dovranno essere: una programmazione proiettata ad acquisire risorse europee e nazionali per progetti finalizzati alla difesa del territorio, al recupero e alla riqualificazione urbana, alla valorizzazione dei beni culturali, allo sviluppo di attività produttive, alla formazione professionale. Un’azione tesa a ridurre spese spesso non sufficientemente giustificate (consulenze esterne, progettazioni per opere pubbliche con finanziamenti incerti, eccessivo ricorso allo straordinario negli uffici comunali ecc.). Un intervento assolutamente urgente riguarda poi la necessità di ridurre il più possibile la cospicua spesa dell’Ente dovuta a contenziosi legali e al massiccio ricorso ad avvocati esterni all’amministrazione. Abbattimento dei costi per la progettazione utilizzando il più possibile le professionalità presenti all’interno dell’Ente - una gestione economica del patrimonio disponibile che ne privilegi l’uso pubblico e che ne interrompa l’affidamento, di tipo clientelare, ai privati; una decisa azione improntata a promuovere una campagna per recuperare evasioni tributarie, come ICI, rifiuti, IRAP e altre imposte o tasse comunali, soprattutto quando ciò è riscontrabile da fonti e riscontri certi; principalmente per l’ICI quando non è stata aggiornata la destinazione d’uso e la rendita catastale. È importante, che il recupero delle evasioni si attui attraverso una riorganizzazione del sistema delle entrate teso a riqualificare le strutture e i procedimenti amministrativi dell'Ente evitandone l’affidamento a privati e riducendo così i costi che tale affidamento comporta".

E PER QUANTO RIGUARDA IL PROBLEMA DLAL POVERTà DELLE FAMIGLIE SEMPRE PIU’ INCOMBENTE?

 

"Va perseguita una politica tariffaria che tenti di introdurre elementi di salario minimo sociale al fine di favorire i disoccupati e quelle categorie, autoctone e non, particolarmente povere o sprovviste di redditi. In questo senso sarebbe utile reintrodurre l’esenzione totale della tassa sui rifiuti per i pensionati, abolita dalla giunta Scaramuzzino, oltre che la realizzazione di un fondo con relativo regolamento per la gestione della erogazione di contributi per il pagamento delle utenze domestiche (gas, acqua, luce, telefono, ecc.). Questo fondo deve essere aperto a tutte le tipologie familiari (non solo anziani e disabili) e deve avere come base di valutazione il reddito. Naturalmente l’importo del fondo deve essere consistente e deve essere pensato come una sorta di reddito di cittadinanza per le famiglie al di sotto o vicine la soglia di povertà e non più come un sostegno con le caratteristiche dell’ex Eca. Un regolamento necessario, inoltre, per evitare un fenomeno, a quanto pare molto diffuso in città, che ha visto protagonisti, i soliti furbi, che hanno usufruito di contributi (aiuti per il fitto e per i libri scolastici) pur non avendone il diritto. La rimodulazione delle tariffe e delle imposte con attente e precise scelte tese a salvaguardare i livelli di protezione sociale esistenti e futuri definendo una griglia di fasce d’utenza protetta anche attraverso l’attuazione di nuovi servizi alla persona. Come indirizzo guida si dovrà tentare di determinare un processo di redistribuzione dall’alto verso il basso individuando un sistema di riparametrazione che preveda tendenzialmente la riduzione della pressione sui redditi più bassi e l’incremento su quelli più alti. Sull’Ici deve essere avanzata una proposta articolata, tesa a ridurre, anche simbolicamente, la tassa sulla sola prima casa per redditi medi bassi ed aumentandola sulla seconda e terza casa e sulle case sfitte. Occorre altresì adottare una politica fiscale che utilizzi tutti gli strumenti disponibili per penalizzare, così come avviene in altre città, le case sfitte e per favorire la calmierazione dei canoni. Vanno pensate soluzioni anche per quei casi dove il percettore di reddito sia stato licenziato o sia in cassa integrazione. Per alcuni dei servizi a domanda individuale (asili nido, mense, trasporti, ecc.) va proposta la diversificazione dei contributi sulla base dei redditi familiari, anche attraverso accertamenti reddituali e patrimoniali. Prevedendo che il piede di partenza per gli sgravi sia rappresentato dallo stipendio medio di un lavoratore dipendente. Individuare le priorità nelle politiche culturali interrompendo "la giungla" dei finanziamenti a pioggia - frutto spesso di rapporti clientelari. Non è tollerabile quello che è avvenuto negli ultimi anni con una previsione di spesa per manifestazioni culturali che si è aggirata attorno ai 600/700 mila euro. E’ necessario, anche qui invertire la rotta, puntando ad incrementare e finanziare gli spazi e gli strumenti culturali comunali e delle scuole ricadenti sul territorio. Sarebbe auspicabile in questo senso destinare almeno un terzo di questa spesa al potenziamento delle strutture scolastiche (biblioteche, strumenti multimediali, ecc.) e al recupero ad un uso sociale e socializzante di locali di proprietà comunale con la creazione di centri sociali per i giovani e per gli anziani. E’ necessario, ancora, una maggior finanziamento per le strutture pubbliche (museo, biblioteca, casa del libro antico, ecc.) che punti a valorizzare l’attività di queste strutture e ne incrementi la fruizione a partire dalla scuole".

 

LA VOSTRA PROPOSTA SULL’AMBIENTE?

"Per le politiche ambientali si tratta di abbandonare l’immobilismo che ha caratterizzato gli ultimi anni di Amministrazione ad iniziare dall’incremento della spesa, finora risibile, destinata agli interventi in materia di sostenibilità ambientale e per campagne di informazione dei cittadini. Mettere in campo, in questo settore, azioni di politica attiva come, per esempio, l’adozione di tecniche di costruzione e di tecnologie adeguate (impianti fotovoltaici - pannelli solari - pompe di calore) sia per le strutture pubbliche esistenti (scuole, uffici, impianti sportivi, ecc.), sia per quelle da progettare non solo contribuirebbe all’abbattimento di emissioni inquinanti ma comporterebbe una notevole riduzione dei costi energetici. Così come si possono abbattere i costi per il risanamento e la bonifica di siti inquinati attraverso un efficace controllo dei reati ambientali, da parte del nucleo ecologico della Polizia Municipale. Con il duplice obiettivo di limitare tali reati e per ribadire il principio che chi inquina paga. Bisogna, in sintesi, ripartire dalle acquisizioni originarie e fondative del pensiero ecologico, quali la constatazione della limitatezza delle risorse e il principio della capacità di carico degli ecosistemi naturali. Maggiori risorse destinate alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio ambientale comporterebbe il duplice obiettivo di avere una qualità della vita e della salute migliore e all’abbattimento notevole di costi per la pubblica amministrazione.

Infine, per quanto riguarda il Piano delle opere pubbliche è necessario prevedere dei criteri validi per la loro programmazione. Il Piano cioè dovrà in futuro essere preceduto da indagini dettagliate sul fabbisogno e le priorità della città (esempio il fabbisogno di posti in asili nido, la situazione della rete fognaria, ecc.). Un lavoro del genere richiede del tempo e uno studio approfondito degli uffici competenti. Non vi è dubbio che la nostra città abbisogna ancora di notevoli interventi nelle cosiddette opere "primarie", cioè quelle che hanno a che fare direttamente con le condizioni di vita di tutti i giorni di molti cittadini. Un’altro dei parametri che dovrebbe guidare l’amministrazione riguarda le condizioni delle periferie della città, di quelle periferie spesso sacrificate dalle amministrazioni, dove il disagio sociale e le condizioni di invivibilità sono più visibili. Per periferie intendiamo dunque quelle zone fuori ma anche dentro gli agglomerati urbani (per esempio i quartieri di edilizia popolare e dei centri storici) che vivono condizioni di isolamento, senza servizi, dove vivono strati sociali economicamente e socialmente deboli".