PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

Circolo A. Argada – Lamezia Terme

NOTA STAMPA

Lamezia Terme 12 luglio 2006

 

"La recente storia di Lamezia è profondamente segnata dalle gravi vicende che vi si sono consumate. Accanto allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose e ai continui inquietanti episodi d’attentati ad esponenti politici, si sono verificate ricorrenti pratiche trasformiste i cui segni devastanti sono riscontrabili nella continua perdita di credibilità delle istituzioni. Tale contesto è frutto della grande pervasività dei poteri criminali nella città e dei tanti interessi occulti che vi si praticano. Un contesto favorito dalla forte separazione praticata con continuità dal centrodestra tra etica e politica, dove la concorrenzialità tra partiti e tra candidati è stata giocata unicamente sulla conquista del potere a tutti i costi".

 

Con queste parole si apriva la carta di intenti firmata dai partiti del centrosinistra che hanno dato vita alla coalizione guidata dal candidato a sindaco Gianni Speranza. E’ attraverso quella carta che i partiti della coalizione si impegnavano a bandire dalla loro azione politica, ad iniziare dalla formazione delle liste, la pratica del trasformismo.

Quella carta, così come il programma, che abbiamo voluto, sono stati le ragioni del nostro impegno nella coalizione e nell’amministrazione.

Per Rifondazione comunista, oggi, quelle ragioni non vengono meno.

Esse possono essere condivise anche da chi alle elezioni si è presentato con proposte, schieramenti e programmi contrapposti ma ciò che non è comprensibile è il fatto che alla condivisione debba necessariamente corrispondere un ruolo nel governo della città.

Allo stesso modo non si comprende come si possa allargare la maggioranza se la coalizione che espresse il sindaco, a partire dal suo partito maggiore, non riesce a risolvere le contraddizioni che vive da mesi

Una coalizione che, come abbiamo più volte detto, non è riuscita a praticare, non certo per responsabilità di tutti, un processo coerente di condivisione delle scelte di fondo presenti nella carta di intenti e nel programma. La questione recente della divisione sull’elezione dei revisori dei conti o sulla individuazione di una figura autorevole di difensore civico ne sono esempio emblematico. Un dibattito centrato sulle alchimie dei numeri e sulle nomine, sugli "appetiti" dei partiti e di singoli esponenti politici, imposto da alcune forze politiche, ad iniziare dalla Margherita.

 

E’ avvenuto così che, nel mentre si consumavano accordi trasversali su alcune nomine in enti sub comunali, si è volutamente evitato di entrare nel merito delle scelte di fondo della politica amministrativa, le uniche che possono caratterizzare, a prescindere dalle diversità delle componenti, la fisionomia e l’identità di una coalizione.

 

Il futuro dell’amministrazione Speranza è, per noi, indissolubilmente legato al rifiuto della pratica del trasformismo ed è con questa consapevolezza che riteniamo un errore politico esiziale pensare di ripercorrere strade che hanno fortemente segnato negativamente la storia politica e amministrativa della città.

 

Rifondazione comunista non ha l’obiettivo di governare a tutti i costi. In questo senso è pronta a rimettere in discussione la sua presenza in giunta perché l’unica cosa che ritiene irrinunciabile è la fedeltà ai principi ispiratori della coalizione di governo, ai programmi sottoscritti e agli impegni assunti con gli elettori.