il Domani 1 novembre 2006

 

Spietata analisi di Rosa Tavella del comitato politico nazionale di Rifondazione Comunista

"Le mani delle cosche sulla città"

"Da dove trae ricchezza Lamezia? Chi indaga sula sua economia drogata?"

La criminalità organizzata con le sue intimidazioni, con i suoi omicidi, attentati, con le sue molteplici attività sta soffocando in maniera insopportabile la vita civile della città di Lamezia Terme. Così, Rosa Tavella, del Comitato politico nazionale di Rifondazione comunista.

L’incendio di un deposito di pneumatici, il duplice omicidio che è costato la vita a due giovani uomini, l’ennesimo attentato alla Camu Olivetti parlano non solo di una guerra fra cosche lunga e sanguinosa ma anche di una ragnatela di interessi che la ‘ndrangheta ha intessuto nella città.

Racket, usura traffico di stupefacenti ma, anche interessi in settori legali e redditizi dove circolano fiumi di danaro magari pubblico, settori che vanno dalla grande distribuzione al mercato immobiliare, allo smaltimento di rifiuti, dai lavori pubblici, al finanziamento alle imprese, all’edilizia sanitaria.

Che abbia a che fare questa modalità di presenza criminale con l’affarismo e le truffe denunciate dalle inchieste della guardia di finanza non sta a noi dirlo. Certamente possiamo affermare che in un territorio dove la truffa di risorse pubbliche è cosa ordinaria l’attività imprenditoriale, oltre che delittuosa della criminalità organizzata, non può che essere estesa e fiorente e, forse fortemente intrecciata alla prima.

Rifondazione comunista più volte con iniziative pubbliche, mozioni in Consiglio Comunale, con numerose interrogazioni parlamentari e oggi con due mozioni nei Consigli regionale e provinciale ha posto il problema del fenomeno criminale a Lamezia Terme, ha chiesto come mai ci siano stati in città tanti omicidi impuniti, come mai ci sono tanti sportelli bancari, tanti negozi di lusso, tanti centri commerciali, tante agenzie immobiliari in una realtà economica e socialmente debole come quella lametina. Da dove trae ricchezza Lamezia Terme? Chi indaga sulla sua economia drogata che non produce posti di lavoro, servizi pubblici, difesa dell’ambiente e del territorio, migliore qualità della vita?

Di fronte all’ennesimo attentato, di fronte, agli ultimi in ordine di tempo, omicidi si alza il nostro sdegno e il nostro dolore. Ma come hanno gridato i ragazzi scesi a manifestare sabato scorso dobbiamo fare seguire azioni concrete di contrasto alle mafie.

Noi, città civile e pacifica, dobbiamo far si che le regole democratiche, la trasparenza amministrativa, il rispetto delle leggi e dei diritti di tutti, la solidarietà concreta a chi si associa liberamente contro il racket, l’inchiesta sociale, il riuso dei beni confiscati, la vigilanza e la denuncia dei meccanismi economici utilizzati dalle organizzazioni criminali siano in testa all’agenda politica di chi governa e di chi fa politica a Lamezia.

Dobbiamo con forza e intransigenza dimostrare che a Lamezia Terme non tutto è Mafia. Ma, allo stesso tempo cercare di far capire che non tutti sono o hanno interessi ad esser contro la mafia, non tutti i cittadini, non tutti i politici, non tutti gli imprenditori, non tutti i commercianti, non tutti i professionisti.

Dobbiamo allora - conclude l’esponente del Prc - costruire il massimo dell’unità contro la mafia cercando però il massimo della distanza e del contrasto con quei settori della città che la mafia non la vogliono vedere, che utilizzano o sono utilizzati per i più svariati interessi dalle famiglie criminali.

Se famiglie mafiose tengono in scacco questa città avvalendosi del silenzio, dell’appoggio di una sua parte a noi sta il compito di isolare i criminali, fare vuoto interno ad essi sottraendogli consenso, risorse umane e materiali. A questa sfida di egemonia democratica chiamiamo l’amministrazione comunale, le forze politiche democratiche, le associazioni, le istituzioni della giustizia, gli operatori culturali ed economici.

Rosa Tavella

del Comitato Politico Nazionale del Prc