il Domani 01 Agosto 2006

Il Circolo "Argada" di lamezia critica l’atteggiamento silente delle Amministrazioni comunali

Elettrodotto, il monito di Rifondazione

"Schierarsi contro la costruzione significa sostenere uno sviluppo eco-compatiobile

che tuteli la salute dei cittadini"

Il circolo "Argada" di Rifondazione comunista di Lamezia Terme, torna sulla vicenda dell’elettrodotto Laino – Feroleto Antico – Rizziconi che investe una consistente fascia territoriale del lametino.

"Nel mentre persiste, come abbiamo più volte denunciato, il silenzio di partiti, associazioni, amministrazioni comunali del lametino sull’elettrodotto - esordiscono i dirigenti del Prc - diverse Amministrazioni comunali del cosentino continuano la loro battaglia per scongiurare l’impatto notevole, per la salute e l’ambiente di questa opera. Venerdì 28 luglio si è tenuto a Montalto Uffugo, organizzato dall’amministrazione comunale, un interessante convegno sul tema "inquinamento elettromagnetico e qualità della vita: pericolo elettrodotto". Al convegno hanno partecipato 15 sindaci dei comuni del cosentino attraversati dall’elettrodotto e il sottosegretario all’ambiente Laura Marchetti esponente di Rifondazione comunista nel governo Prodi. Quest’ultima dopo aver ricordato che la Calabria è stata scelta dallo scorso governo per ospitare 20 nuove centrali elettriche ha definito scandalosa la situazione dell’elettrodotto denunciando che vi sono tralicci che passano a meno di 30 metri dalle case e vicinissime alle scuole mentre la legislazione prevede che non si possano costruire tralicci a meno di 50 metri dalle case e che gli stessi devono essere lontani dalle scuole. Abbiamo il sospetto – ha proseguito la Marchetti – che la società Terna, che ha ottenuto l’autorizzazione per le centrali elettriche dal Ministero, abbia però effettuato il tracciato fuori da quanto stabilito nell’autorizzazione. Il paradosso è che dopo l’approvazione della legge del 2001, per la quale non si possono costruire elettrodotti vicino alle scuole, nelle aree protette e a meno di 50 metri degli abitati, l’Apat ha costituito un commissione con il compito di effettuare controlli su distanza e pericolo ma, in tre anni, la commissione non è stata mai convocata. La Marchetti – aggiungono i dirigenti lametini di Rifondazione - ha assunto l’impegno di rivedere l’incartamento che riguarda l’elettrodotto e ha convocato per il 3 agosto tutte le parti in causa, inclusa la società Terna, per discutere la questione. Una situazione quella emersa nel convegno alla quale fa da contrappunto il totale silenzio delle amministrazioni comunali del lametino.

Schierarsi contro la costruzione dell’elettrodotto non significa impedire lo sviluppo di tecnologie ma, significa schierarsi senza ambiguità per uno sviluppo eco-compatibile che tuteli e garantisca gli interessi collettivi, primi fra tutti la salute e l’ambiente.

Non si è voluto comprendere che questa esigenza è in linea con la più avveduta ricerca in campo scientifico, sia sperimentale che epidemiologica. Il problema nasce per i cosiddetti effetti a lungo termine, derivanti dalle esposizioni prolungate anche a basse dosi (per esempio un’abitazione che è situata vicino ad un elettrodotto) che, da numerosi istituti scientifici, è stato dimostrato provocano un aumento dell’incidenza di patologie anche gravi quali la leucemia infantile. Eppure, il "Piano energetico" voluto dalla ex giunta Chiaravalloti, oltre a confermare la costruzione di nuove centrali sul territorio regionale (alcune delle quali in spregio all’accordo di Kioto, verranno alimentate con combustibile fossile) di fatto ipotecherà il futuro dei calabresi sottoponendo il territorio ad uno sfruttamento energetico intensivo che, ne sfregerà gli equilibri ambientali e ne trasformerà irrimediabilmente il paesaggio.

Con la costruzione di nuove centrali elettriche, è stata, inoltre, autorizzata la costruzione del mega elettrodotto da 380 KV e di complessivi 218 Km (Laino Borgo – Feroleto Antico - Rizziconi) che attraverserà la regione dal Pollino all’Aspromonte. Si tratta di opere dannose e pericolose per la salute e l’ambiente ma anche inutili allo sviluppo della Calabria, che già esporta il 30% dell’energia prodotta sul suo territorio. Si continua dunque a pianificare impianti di produzione energetica tradizionali - fortemente inquinanti - in una regione, che investe quasi nulla in fonti energetiche rinnovabili e alternative pur avendo la possibilità di puntare per es. sull’energia solare. I 41 Km di elettrodotto che attraverseranno la provincia di Catanzaro interessano nella loro totalità comuni del lametino (Soveria M. - Decollatura - San Pietro Apostolo - Serrastretta - Miglierina - Pianopoli - Feroleto Antico - Maida - San Pietro a Maida - Jacurso - Curinga). E’ previsto, inoltre, l’ampliamento della Stazione Elettrica di Feroleto Antico che arriverà ad occupare una superficie di circa 16.800 mq. Tutto questo non solo sta avvenendo senza il coinvolgimento degli enti locali e della popolazione interessata ma porrà al nostro comprensorio seri problemi di elettrosmog e di impatto ambientale e visivo. Contrastare questa infrastruttura, così come la prevista centrale a ciclo combinato prevista a Pianopoli, oltre ad affermare il principio di precauzione che ci impone di usare con prudenza e cautela tutte quelle tecnonologie che risultano dannose alla salute risponde all’indiscutibile necessità di difendere il nostro territorio e di lavorare per uno sviluppo capace di valorizzare le nostre risorse.