il Domani 06 maggio 2006

Appello di Rifondazione comunista dopo il tragico incidente in cui è rimasto vittima Gennaro Toia

 

Morti sul lavoro, 

alla Calabria il triste primato

 

"Regione e Asl potenzino i dipartimenti di prevenzione; il Comune aiuti la famiglia dell’operaio"

 

All’indomani della tragica morte dell’operaio, Gennaro Toia, rimasto schiacciato da una pressa meccanica – causa confermata dall’autopsia effettuata nella giornata di ieri – presso l’industria di calce dove lavorava, si registra l’intervento del Circolo Argada di Rifondazione comunista. "In Calabria – così il Prc - la salute e la sicurezza dei cittadini è messa a dura prova non solo dalla gravità delle condizioni socio economiche in cui versa la regione ma anche dalla mancata applicazione di leggi dello Stato e dalla mancanza di servizi efficienti. Al dramma della disoccupazione infatti si aggiunge quello dell’assoluta mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro evidenziata dalla frequenza di infortuni spesso gravi e mortali come quello accaduto l’altro ieri in una industria di calcestruzzi di Lamezia Terme dove ha perso la vita l’operaio 49novenne Gennaro Toia. Questo, come altri incidenti sul lavoro potrebbero essere opportunamente evitati se solo gli strumenti di prevenzione venissero adeguatamente utilizzati e le norme di sicurezza fossero rispettate così come prevede la legislazione vigente. Ma, la nostra regione detiene il triste primato di servizi di medicina del lavoro e di dipartimenti di prevenzione, quando istituiti, inefficaci e inefficienti. Servizi con risorse economiche, personale e attrezzature insufficienti. Non è un caso che gli stessi dati dell’Inail ci parlano di una diminuzione degli infortuni registrata, tra il 2004 e il 2005, in tutte le regioni italiane, ad esclusione della Calabria, dell’Abruzzo e della Sardegna. Inoltre, manca del tutto una politica regionale che imponga ad aziende e ad uffici, a piccole e a medie imprese, magari nate con contributi regionali o statali, a luoghi di lavoro pubblici e privati, di rispettare le norme sulla sicurezza. E’ necessario, dunque, invertire le priorità nella politica sanitaria abbandonando le politiche ospedalocentriche e puntando decisamente sul potenziamento dei servizi di prevenzione". Infine, Rifondazione Comunista "denuncia la gravità di questa situazione e chiede alla Giunta Regionale e al Direttore Generale dell’ASL l’assunzione di azioni che potenzino i dipartimenti di prevenzione e i servizi di medicina del lavoro. Alla Giunta Comunale, di attivare tutti gli strumenti a sua disposizione per una aiuto concreto alla famiglia dell’operaio deceduto".

r.l.