Gazzetta del sud 22 gennaio 2009

Rc, anche la città in corsa per "M'illumino di meno"

Lamezia Terme - È fissata per il prossimo 13 febbraio la "Giornata del risparmio energetico" e il circolo "Argada" di Rifondazione comunista chiede che il Comune aderisca alla mobilitazione battezzata "M'illumino di meno".

In una nota di Franco Sesto, del direttivo di circolo, si ricorda che «nelle precedenti edizioni "M'illumino di meno" ha contagiato milioni di persone impegnate in un'allegra e coinvolgente gara etica di buone pratiche ambientali. «Semplici cittadini, scuole, aziende, musei, istituzioni, associazioni, commercianti e artigiani hanno aderito, ciascuno a proprio modo, dimostrando che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio. Lo scorso anno», aggiunge Sesto, «il "silenzio energetico" coinvolse simbolicamente le piazze principali in Italia e in Europa: a Roma il Colosseo, il Pantheon, la Fontana di Trevi, il Palazzo del Quirinale, Montecitorio e Palazzo Madama, a Verona l'Arena, a Torino la Basilica di Superga, a Venezia Piazza San Marco, a Firenze Palazzo Vecchio, a Napoli il Maschio Angioino, a Bologna Piazza Maggiore, a Milano il Duomo e Piazza della Scala ma anche Parigi, Londra, Vienna, Atene, Barcellona, Dublino, Edimburgo e altre si sono "illuminate di meno", come altre decine di città in Germania, Spagna, Inghilterra e Romania».

Anche quest'anno la manifestazione ha ottenuto il patrocinio del Parlamento europeo: è partita lo scorso lunedì 12 e si protrarrà fino a venerdì 13 febbraio.

Da qui la sollecitazione di Prc: «Anche Lamezia può dire la sua partecipando all'evento al pari delle altre città, organizzando iniziative comuni, una qualche manifestazione o semplicemente intervenendo sul consumo energetico almeno per un giorno. Rifondazione ricorda al Comune l'appuntamento «anche perché in linea con lo stesso Piano energetico ambientale approvato da quest'amministrazione con delibera di giunta nel giugno 2006 su proposta del Prc». Franco Sesto, ex assessore comunale, ricorda pure che «quel Piano prevedeva per la città uno nuovo modello di gestione del pacchetto dell'energia (riscaldamento e illuminazione). Avremmo contribuito a rendere più efficienti i servizi esistenti sia sulle strade che negli edifici pubblici, avremmo risparmiato in termini di tonnellate di petrolio equivalenti e di emissioni in atmosfera ed anche, e non in ultimo, in termini economici. Ci saremmo cioè adeguati alle direttive del Protocollo di Kyoto. Nel reclamare quindi la sensibilità del Comune aderendo all'iniziativa», conclude Rifondazione, «quella data potrebbe essere un punto di partenza per dare nuovo impulso al Piano».