PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

Circolo A. Argada – Lamezia Terme

 

NOTA STAMPA

 

E’ giusto pagare per un servizio non reso ?

 

Lamezia Terme 20 novembre 2008

 

La corte costituzionale ha stabilito con una recente sentenza (n.335/2008) che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione delle acque non è dovuta nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti di depurazione o nel caso questi siano inefficienti.

La decisione della Suprema Corte consente di detrarre dal totale della bolletta sul servizio idrico la quota riferita alla depurazione, alle sue addizionali e all'IVA relativa. Si tratta di una sentenza contro una norma che, di fatto imponeva ai cittadini di pagare un corrispettivo per un servizio che in realtà non veniva erogato.

La sentenza non solo genera effetti retroattivi ma imporrebbe agli enti preposti una verifica attenta sulla funzionalità degli impianti di depurazione prima di inviare le fatture che comprendono il pagamento del servizio di depurazione.

Nonostante la corte costituzionale con la sua decisone ha sanato un’evidente ingiustizia in questi giorni i cittadini di Lamezia si stanno vedendo recapitare una fattura, riferita al primo semestre 2008, per il pagamento, tra l’altro, del servizio di depurazione.      

Eppure, avevamo chiesto pubblicamente all’amministrazione comunale di impegnarsi affinché venissero attivati tutti gli strumenti a sua disposizione per il recupero delle somme ingiustamente versate, negli scorsi anni, dai lametini. Eppure, i nostri concittadini e la stessa amministrazione comunale, anche nel primo semestre del 2008 hanno dovuto fare i conti con un impianto di depurazione inefficace tanto che per l’ennesima volta si sono dovuti attivare in piena estate finanziamenti e interventi straordinari.

In questi anni ci saremmo aspettati, come abbiamo più volte chiesto, che venisse fatta piena luce sulla gestione della depurazione nella nostra città, che venissero individuate le responsabilità per l’inefficienza degli impianti e per il mancato controllo  da parte degli organismi deputati.

Ci saremmo aspettati, dopo la sentenza della corte, una attenzione maggiore nella emissione delle fatture per il servizio idrico così, come, ci saremmo aspettati dei passi ufficiali dell’amministrazione comunale verso l’Ato l’organismo destinatario delle tariffe pagate dai cittadini lametini. Nulla di tutto questo è avvenuto. Ecco perché ci sentiamo di fare un appello a tutti i cittadini affinché, intanto, chiedano per iscritto (protocollando o spedendo la richiesta)  al sindaco (Viale Perugini - Lamezia Terme), al presidente della Lameziamultiservizi (Corso G. Nicotera - Lamezia Terme)  e al presidente dell’Ato 2 (P.zza Garibaldi 16 - Catanzaro), in forza del contratto sottoscritto, una risposta formale sullo stato di funzionamento dell’impianto di depurazione nel periodo al quale è riferita la fattura che stanno ricevendo in questi giorni. Chiediamo, infine, che si valuti attentamente la possibilità di sospendere il pagamento delle fatture in assenza di una certificazione sull’erogazione effettiva del servizio. Le istituzioni preposte (l’Ato in primo luogo) hanno il dovere di  assumersi le loro responsabilità nei riguardi dei cittadini.