Il Domani 7 febbraio 207

I deputati del Prc, Falomi e Mascia, interrogano il governo sulla massiccia compravendita di terreni nella Piana lametina.

"L’agricoltura nelle mani delle ‘ndrine di Reggio"

"Le cosche ripuliscono i proventi illeciti derivanti dalla droga, dal traffico di armi e dalle estorsioni"

I deputati di Rifondazione comunista, Antonello Falomi e Graziella Mascia, hanno presentalo un'interrogazione ai ministri dell'Interno, della Giustizia e delle Politiche agricole e alimentari per sollecitare interventi circa la massiccia compravendita di terreni agricoli nella Piana di Lamezia Terme da parte di clan della 'ndrangheta della provincia di Reggio Calabria. Lo scopo di tale disegno criminale, già evidenziato in passato - si legge altresì nell'interrogazione - sarebbe ascrivibile. alla necessità delle cosche di ripulire i proventi illeciti provenienti dal narcotraffico, dal traffico di armi e dal giro delle estorsioni. Dalle denunce emergerebbe un altro fenomeno inquietante che riguarda il sistema denominato di "copertura patrimoniale", che si alimenterebbe dall'accaparramento da parte. delle 'ndrine di sostanziosi flussi di finanziamenti elargiti dall'Unione europea, la cui politica cerca di stimolare lo sviluppo del settore agricolo, in particolare modo quello olivicolo».

I parlamentari del Prc sollecitano ai ministri «l'attivazione di un monitoraggio sui finanziamenti pubblici alle imprese e, soprattutto, sulle effettive finalità degli stessi e, specificatamente, di fornire i dati sui finanziamenti pubblici erogati a vario titolo alle imprese lametine negli ultimi dieci anni». Falomi e Mascia chiedono di conoscere le iniziative che il ministro della Giustizia intende adottare per consentire un rafforzamento degli organici nell'ambito della magistratura antimafia e le azioni di contrasto che il ministro dell'Interno intende porre in essere al fine di limitare la capacità pervasiva della 'ndrangheta anche rafforzando prioritariamente i presidi delle forze dì polizia. L'iniziativa dei due esponenti parlamentari di Rifondazione comunista, nasce in seguito ad alcune denunce di imprenditori agricoli della Piana lametina, e soprattutto in virtù del fatto che la Procura antimafia di Catanzaro «avvierebbe nei prossimi giorni un inchiesta - è scritto sempre nell'interrogazione - che dovrebbe occuparsi della massiccia compravendita di terreni agricoli nella Piana da parte di clan della 'ndrangheta provenienti dalla provincia di Reggio Calabria; tale fenomeno - denunciano ancora Falomi e Mascia - veniva già denunciato due anni fa attraverso un dossier preparato dalla Fondazione Cesar dell'Unipol Assicurazioni e consegnato negli anni scorsi all'allora, procuratore nazionale antimafia, Pier Luigi Vigna; parrebbe che la situazione sopradescritta sarebbe stata già ampiamente oggetto di un rapporto della Direzione investigativa antimafia dì Catanzaro nel 2002; lo scopo di tale disegno criminale sarebbe, dunque, ascrivibile alla necessità delle cosche calabresi di ripulire i proventi illeciti provenienti dal narcotraffico, dal traffico di armi e dal giro delle estorsioni; sembrerebbe - si legge nell'interrogazione - che la fruizione dei Fondi comunitari da parte delle cosche sia possibile grazie alla complicità di alcuni dirigenti degli Enti erogatori; le Associazioni di categoria hanno più volte espresso serissime preoccupazioni in merito ai ritardi delle indagini che sarebbero dovuti alla carenza di strumenti tecnici e alla carenza di personale nella magistratura e nei locali presidi delle forze dell'ordine; il quadro appena delineato si è maggiormente plasmato nonostante nel corso degli anni ci siano stati ripetuti allarmi lanciati dagli organismi competenti sulla massiccia pervasività dei poteri criminali nella Piana lametina. Vale la pena ricordare la 30a seduta della commissione parlamentare Antimafia del 6 maggio 2002 in cui Mariano Lombardi, procuratore presso la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, delineava un quadro assai allarmante del carattere "drogato" della ricchezza circolante nel territorio lametino e, sottolineava, il formidabile condizionamento mafioso dei circuiti economici locali. Dalla 50° relazione sulla Politica informativa e della sicurezza del ministero dell'Interno emergeva, tra l'altro, che la 'ndrangheta coltiva a tutt'oggi specifici interessi nella produzione e nell'imbottigliamento di acque minerali e inoltre nei progetti di industrializzazione dell'area ex-Sir, è in questo contesto che la città di Lamezia è interessata da anni da una preoccupante recrudescenza dell'attività delle organizzazioni mafiose, come dimostrano i 41 omicidi verificatisi in città dal 2000 ad oggi; la situazione della Piana lamettina racconta, dunque, di un clima di illegalità diffusa a diversi livelli. Come la presenza sempre maggiore dei poteri criminali nella 'economia legale" che indicano la necessità da parte dello Stato di mettere in campo maggiori risorse investigative capaci di colpire massicciamente i patrimoni illeciti oltre che la rete di complicità con le organizzazioni criminali, che si anniderebbe anche ai vertici della pubblica amministrazione; si rende necessario e improcrastinabile - auspicano pertanto Falomi e Mascia - un maggior controllo da parte degli Enti competenti, quali i ministeri, sul flusso di denaro pubblico erogato col fine di stimolare nuove e sane politiche nel settore industriale, agricolo e delle opere pubbliche».

r. I.