Calabria Ora 30 maggio 2007

 

Caso Calabria sul tavolo di Prodi

Interrogazione di Zuccherini e Giannini (Prc) su dieci anni di commissariamento

Qualità delle acque in pericolo, milioni di euro gettati al vento, irregolarità nella gestione degli impianti di depurazione. Ce n'è abbastanza per chiedere che della questione dell'emergenza ambientale in Calabria se ne occupi Romano Prodi? Due parlamentari di Rifondazione comunista, Stefano Zuccherini e Fosco Giannini, pensano di sì, e ieri l'altro hanno recapitato al presidente del Consiglio dei ministri un'interrogazione a risposta scritta in cui ripercorrono dieci anni di commissariamento che non hanno esattamente fatto bene all'ambiente. Lo spunto per la denuncia dei due senatori del Prc arriva direttamente dalla relazione shock resa al ministero dell'Ambiente dal commissario Antonio Ruggiero. La pesantissima situazione debitoria («oltre 200 milioni di euro che non risultavano "né nei vari passaggi di consegne né nelle precedenti rendicontazioni), il ricorso a pratiche poco limpide («la spesa di centinaia di migliaia di euro erogati ad avvocati amici»), i dipendenti fantasma («41 persone assunte con contratti stipulati da dirigenti del Ministero all'Ambiente di cui il commissario Antonio Ruggero non non era a conoscenza») vanno ad arricchire la corposa premessa del documento. Che fa riferimento a «proteste, interrogazioni parlamentari, relazioni della Corte dei Conti, indagini delle forze dell'ordine e della Magistratura». E rispolvera le querelle con i sindacati, senza trascurare che «al fine di favorire assunzioni clientelari, non è stato rispettato l'impegno, previsto nel Capitolato d'oneri del 1999, per l'assunzionedi gran parte dei 315 giovani formati dai corsi, costati circa 26 miliardi delle vecchie lire, della Comerint - Comest».

Come se non bastasse, «nel corso degli anni si sono verificati tantissimi casi di cattivo funzionamento dei depuratori così come, sembra, dai primi controlli giustamente richiesti dal nuovo Commissario, Prefetto Montanaro, si stia verificando in questi giorni una totale assenza dell'ordinaria manutenzione degli impianti», e «lo stesso prefetto Montanaro ha recentemente lamentato il mancato smaltimento dei fanghi di depurazione e il cattivo funzionamento delle stazioni di sollevamento degli impianti che tra l'altro sversano i liquami nell'ambiente». Un quadro a tinte fosche, in cui proliferano «i casi di cattiva gestione degli impianti, le denunce, gli interventi delle forze dell'ordine e della magistratura», che «parlano del mancato controllo degli organi deputati e del fallimento totale delle gestioni dell'Ufficio del Commissario».

Qualche dubbio sarà pure lecito avanzarlo. E sottoporlo a Romano Prodi: «a quanto ammontano i finanziamenti complessivi erogati per la depurazione in Calabria nel periodo del Commissariamento; quanti di questi finanziamenti sono stati a tutt’oggi utilizzati» e «come mai nonostante il mancato rispetto degli obblighi di legge e dello stesso capitolato d'oneri non si è provveduto a rescindere i contratti con le imprese che si sono aggiudicate la gestione degli impianti». Un'occhiata anche «all'obbligo dell' utilizzo dei giovani corsisti della Comerint - Comest nella gestione degli impianti», mai rispettato «provocando così lo sperpero di fondi pubblici utilizzati per la loro formazione».

Si chiedono Stefano Zuccherini e Fosco Giannini, se «il Presidente del Consiglio in indirizzo sia a conoscenza del fatto che in questi anni sono state accertate infrazioni al capitolato d'oneri da parte dall'Ufficio del Commissario» e «quali provvedimenti intenda intraprendere verso quelle imprese che hanno commesso infrazioni al capitolato d'oneri». La richiesta finale è quella di una «verifica dell'operato delle passate gestioni dell'Ufficio del Commissario della regione Calabria al fine di appurare l'efficienza e l'efficacia degli impianti, il rispetto del capitolato d'oneri, il corretto rapporto ad detti/impianto, la situazione relativa allo smaltimento dei fanghi prodotti dalla depurazione».

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