Gazzetta del Sud 26 maggio 2007
La tromba d'aria ha
messo a nudo l'abusivismo
«Sono necessarie politiche che puntino
al miglioramento pubblico del patrimonio edilizio esistente». Così Rifondazione comunista richiama
l'attenzione del consiglio comunale sulla tromba d'aria che ha colpito la città venerdì 18.
L'ultimo
censimento ci dice che esistono a Lamezia 29.047 abitazioni a fronte di 24.482 famiglie. Alla luce
di questo dato la sezione "Argada" di Prc sollecita al Comune una serie di azioni: «La
messa in sicurezza del territorio, il recupero e la valorizzazione dei centri storici. Politiche che
tendano ad evitare di consegnare il territorio alla voracità dei privati. Per fare questo c'è
bisogno che tutta l'attività dell'amministrazione venga segnata da un approccio diverso con il
territorio, con l'agricoltura, con l'edilizia».
Per Rifondazione «la tromba d'aria che ha colpito la città e che per puro caso non ha provocato
vittime e danni maggiori, ci parla di questa necessità. La fragilità del nostro territorio, la
distruzione della vegetazione sulle colline che circondano la città, l'abusivismo edilizio che ha
proliferato e continua a proliferare su tutto il territorio, accompagnate dalla tropicalizzazione
del clima richiederebbero un'attenzione al territorio maggiore di quella finora ad esso riservata
dalle pubbliche amministrazioni. Un'attenzione che deve partire dal rispetto rigoroso delle norme e
delle leggi in materia edilizia. Dal rispetto e dal controllo rigoroso sulla rispondenza delle
costruzioni alle licenze edilizie concesse e alle norme sulla sicurezza (a questo proposito si
potrebbe istituire un'apposita commissione comunale)».
Si richiede al Comune, in sostanza, «una rigidità che, prima di chiederla ai cittadini, va
rigorosamente rispettata dagli enti locali. Sappiamo benissimo che con i soli strumenti e le risorse
del Comune un risanamento efficace e permanente del territorio non sarà possibile. Sappiamo che è
necessario un vero e proprio piano nazionale che necessita di una rottura con politiche e proposte,
molto forti anche nella nostra città, che privilegiano la cementificazione». «Sappiamo tuttavia»,
prosegue la sezione "Argada", «che anche il nostro Comune può contribuire con i mezzi a
sua disposizione al raggiungimento di un rapporto più corretto tra uomo e territorio e ad una cura
costante dello stesso. Ecco perché non è più ammissibile assistere impotenti al proliferare
dell'abusivismo e ai rischi per il territorio che lo stesso comporta. Un abusivismo che nel corso
degli anni ha prodotto addirittura un uso improprio e l'occupazione degli alvei dei torrenti, per
non parlare dei gravi danni che lo stesso ha pericolosamente prodotto ai canali di bonifica, che
sono stati persino sbarrati o interrati in maniera tale da rendere impossibile la manutenzione e la
pulizia degli stessi».
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