Il Domani 16 gennaio 2007

Gli strali di Rifondazione comunista contro quelle "pratiche sotterranee che mortificano la democrazia"

"Difendiamo il ruolo strategico dei servizi pubblici"

Luciano Rimini accusa chi " foraggia attraverso le finanze pubbliche le imprese private sponsorizzate dai partiti! "

 

Rifondazione comunista scende ancora una volta in campo per difendere il ruolo strategico dei servizi pubblici. Lo fa attraverso una lunga e puntuale dichiarazione del segretario del circolo "Adelchi Argada", Luciano Rimini.

"Da più parti, in questa città – esordisce Rimini - si sta lavorando in direzione delle privatizzazioni dei servizi pubblici locali, con la motivazione che ciò farebbe crescere gli stessi in maniera più sostenuta e significativa. Una pratica a volte sotterranea, quella messa in campo, che mortifica la democrazia e la partecipazione dei cittadini e delle stesse assemblee elettive e, non fa i conti con le esperienze di liberalizzazione e di affidamento al mercato che si sono già realizzate. Una pratica che ha come unico scopo l’obiettivo di foraggiare attraverso le finanze pubbliche le imprese private sponsorizzate da questo o da quel partito in una regione che ha assistito al furto pianificato di ingenti risorse statali e comunitarie così come dimostrano le preziose indagini svolte dalla Guardia di Finanza che hanno prodotto nel solo 2006 la denuncia di 1.173 soggetti e hanno fatto emergere ben 303 milioni di euro indebitamente percepiti. Per non parlare delle cronache di questi giorni che rivelano il fallimento delle politiche, tanto esaltate negli ultimi anni, che hanno portato alla esternalizzazione di tanti servizi nella gestione della sanità pubblica e che hanno prodotto la lievitazione dei costi, la precarizazzione dei lavoratori e la cattiva qualità igienica delle strutture sanitarie oltre che l’arricchimento di quelle imprese che dovevano rappresentare la panacea di tutti i mali. Un fallimento totale, dunque, di tutti coloro che ci hanno avvelenato per anni con la storiella che il mercato funziona meglio del pubblico che era necessario affidare ai privati i servizi alla persona. Un fallimento che, pare, non aver insegnato nulla a tutti coloro che anche nella nostra città continuano ad agitare l’affermazione ideologica secondo cui la messa in concorrenza dei servizi garantirebbe l’efficienza gestionale e la qualità del servizio. Si tratta di un assunto del tutto falso che l’esperienza storica di questi anni (sia a livello nazionale che locale) contraddicono ampiamente. Certo, sarebbe sciocco da parte nostra contrapporre la retorica del pubblico a quella del privato, dal momento che in nome del "pubblico" sono state compiute grandi scelleratezze. Crediamo che una politica riformatrice debba smettere di fare la guardia a prescindere di qualsiasi "bidone pubblico" ma debba abbandonare la retorica della concorrenza perfetta e delle magnifiche sorti e progressive del liberismo economico. Ci appare, inoltre, farsesco l’atteggiamento di quei politici che dovrebbero avere il compito e il dovere di far funzionare la pubblica amministrazione e i servizi alla persona e che invece si trasformano in sponsor e piazzisti delle imprese private. Una ammissione di fallimento o la "necessità" di sostenere gli interessi privati ? Noi da parte nostra, diversamente da altri, restiamo fedeli al programma nazionale dell’Unione che ci aiuta a definire i grandi obbiettivi comuni per il rilancio dei servizi pubblici locali e a garantire su tutto il territorio nazionale l’universalismo dei diritti e il livello delle prestazioni, salvaguardare i diritti di consumatori e dei lavoratori del settore, garantire l’accesso ai servizi per le fasce sociali più deboli. Un programma che in molti hanno dimenticato dal momento che hanno assunto come obiettivo prioritario l’allargamento ai privati della LameziaMultiservizi o che non fanno nulla per contrastare l’iter dell’Ato 2 di Catanzaro che prevede di affidare ad un soggetto privato la gestione del Servizio Idrico Integrato. Noi crediamo nella necessità di una gestione pubblica per l’erogazione dei servizi perché i governi locali devono assumersi la responsabilità di fronte alle proprie comunità ed i cittadini valutino, anche attraverso nuovi meccanismi di controllo e partecipazione, gli esiti delle loro politiche. Si tratta di mettere in campo strumenti capaci di contribuire a rendere più efficaci e efficienti i servizi pubblici che consistono in una maggiore intensità dei controlli dell’ente pubblico proprietario alla limitazione dei poteri dei cda, dalla previsione di piani aziendali dettagliati e al loro assoggettamento alla Pubblica Amministrazione per l’acquisizione di beni o servizi di terzi, per segnare in modo più netto la differenza tra il modello (rinnovato ed efficiente) di gestione pubblica ed il ricorso al mercato. Ma la sottoposizione delle società pubbliche a limitazioni forti non esaurisce la necessità di introdurre in tutto il comparto dei servizi pubblici locali meccanismi di controllo e salvaguardia dei diritti dei consumatori e dei lavoratori del settore, questi sì da estendere. Sarebbe, dunque, un grave errore pensare di restituire dinamicità al settore dei servizi pubblici locali puntando sulla competitività di prezzo e sull’ulteriore abbattimento delle già precarie condizioni di lavoro invece che sulla qualità e la capacità di scelta dei governi locali, ai quali bisogna aggiungere dosi massicce di partecipazione e verifica diretta da parte dei cittadini. Si tratta di mettere in campo una vera politica riformatrice capace di rompere equilibri ed interessi consolidati di rilanciare l’intervento pubblico in direzione della difesa dei diritti di cittadinanza e della esigibilità degli stessi. Per fare questo è necessario battere le propensioni ad estendere ai servizi, che attengono ai diritti fondamentali come l’accesso all’acqua e il diritto ad un ambiente sano, alla libera concorrenza. La preservazione dello spazio pubblico, inoltre, in una realtà come la nostra, che vede una massiccia penetrazione dei poteri criminali nell’economia legale, esige un’assunzione di responsabilità di fronte ai cittadini degli amministratori locali. Così come – conclude Rimini - un’assunzione di responsabilità nella gestione di risorse pubbliche come l’acqua è necessaria alla luce del recente rapporto della Comunità Europea che prevede la desertificazione dei paesi mediterranei, la sommersione di buona parte delle loro coste, migliaia di morti per il caldo e l’arrivo di nuove sconosciute malattie con il conseguente crollo del turismo italiano greco e spagnolo. Chiedere questo, soprattutto alle forze politiche e agli amministratori del centrosinistra, è chiedere troppo?