Settimana di Calabria 13-19 luglio 2007

 

"La politica deve sgombrare il campo da dubbi e sospetti"

Bisogna denunciare

"Un fiume di euro è passato senza lasciare traccia"

 

L’attuale quadro politico della nostra città, nonché quello dell’intera regione, non è dei più rassicuranti. Le indagini giudiziarie che stanno interessando tutti i settori della vita pubblica rivelano un sottobosco di malaffare e corruzione. Rifondazione comunista rimprovera alla politica locale la sua passività, la sua acriticità, in merito a tali vicende. Ne parliamo con il segretario cittadino di Rifondazione comunista, Luciano Rimini.

Rifondazione Comunista critica il silenzio delle forze politiche della città sulle indagini svolte dalla Procura di Catanzaro nei confronti di alcune aziende lametine. Quale l'interpretazione?

Come sa la critica che facciamo non riguarda solo questo aspetto. Abbiamo più volte sottolineato che non si tratta di sostituirsi alla magistratura condannando o assolvendo anticipatamente. Ma la politica ha il dovere di valutazione e denunciare alcuni fenomeni oggetto di indagini giudiziarie. Le numerose cronache giudiziarie di questi anni ci parlano di un grave fenomeno di trasversalismo che segna fortemente pratiche politiche che avviliscono continuamente la trasparenza e la democrazia. Ci parlano di un connubio strettissimo tra politica e affari che generano sacche insopportabili di privilegi, discriminazioni tra i cittadini, facili arricchimenti. In merito, poi, al grande tema dei finanziamenti pubblici alle imprese, non c’è bisogno di conoscere il prezioso lavoro svolto dal Gruppo Repressioni Frodi della Guardia di Finanza Calabrese per sapere ciò che è accaduto e sta accadendo. Gli indicatori economici e sociali di una regione, che rimane fanalino di coda dell’Europa, ci dicono che un grande fiume di euro è passato senza lasciare traccia, che spesso questo danaro è finito nelle tasche di speculatori, di falsi imprenditori e di esperti di fabbriche fantasma. Un enorme saccheggio di risorse pubbliche frutto di complicità politiche e di corrotte gestioni clientelari. Un fenomeno mortale, dunque, per lo sviluppo del nostro territorio, sul quale si è consumato un silenzio inquietante frutto del trasversalismo e del trasformismo che attraversa la politica.

In corso di indagini così delicate, non pensa sia opportuno mantenere una posizione di prudenza ? In fondo, si è sempre deplorato lo sciacallaggio (in generale, da parte di chiunque!.....) su indagini ancora in corso.

I fatti appresi dai giornali in questi mesi, anche se non avranno conseguenze legali, non escludono un giudizio politico intransigente su alcune modalità di gestione della cosa pubblica, sulle pratiche e le modalità della politica in questa città e in questa regione. Queste vicende devono interrogare la politica e, assieme ad essa, il mondo dell’associazionismo, i sindacati e gli stessi cittadini su un sistema fortemente degradato di creazione del consenso e dei governi, di formazione della classe dirigente, di disinvoltura con cui si esercita il potere. Tutto questo non può essere ritenuto estraneo ai livelli di democrazia, trasparenza e giustizia sociale che si esprimono nella nostra realtà. Tutto questo ha a che fare con la vita dei cittadini in carne ed ossa, con la soddisfazione dei loro bisogni, con le loro aspirazioni. Ha a che fare con i tanti ragazzi e le tante ragazze che non riescono ad entrare nel mondo del lavoro perché discriminati da criteri discrezionali e dalla massiccia presenza di pratiche clientelari così prepotentemente emerse nelle numerose indagini della magistratura. Tutto ci interroga sulla necessità di ridare dignità alle assemblee elettive, ai luoghi realmente deputati alle decisioni politiche e amministrative: le coalizioni e le giunte. Si tratta, insomma, di ridare senso alla democrazia e alla trasparenza come unico vero antidoto al monocratismo del potere, alle perverse pratiche trasversali della politica, all’elargizione di favori.

Anche riguardo a tali accadimenti, ci si scaglia sempre contro il sindaco Speranza, ma un sindaco non ritiene debba mantenere un atteggiamento costruttivo e non di sfascio?

In una realtà attraversata da straordinari livelli di illegalità, da una presenza sempre più pervasiva dei poteri criminali e da discriminazioni inaccettabili, il compito della politica e delle amministrazioni non può limitarsi a generici appelli ecumenici. Una politica realmente costruttiva ha il dovere di rompere con comportamenti eticamente discutili. E’ inaccettabile, che, come abbiamo recentemente denunciato, si lancino appelli all’unità facendo finta che nulla è accaduto. Lamezia ha un bisogno impellente di rivitalizzare i livelli di democrazia attraverso progetti e pratiche che manifestino con nitidezza la loro alterità. Non dimentichi che in questa città, per molto meno di quello che abbiamo appreso recentemente sulla stampa, si è revocata la delega ad un assessore per le sue dichiarazioni ad una famosa trasmissione televisiva.

Il compito della politica, dunque, è quello di sgombrare il campo da dubbi e sospetti che riguardano la sua classe politica al fine di ridare forza e trasparenza alle istituzioni e alla stessa politica.

Riteniamo che la politica debba recuperare rigore morale e capacità di progetto. In una condizione così difficile, socialmente e politicamente per Lamezia e per la Calabria, con l’aggressione violenta e barbara della criminalità organizzata, alla politica è richiesto il massimo di trasparenza se vuole essere un punto di riferimento per la società civile e guidare un processo di liberazione della società. Liberazione dai poteri criminali, liberazione dal bisogno, liberazione anche da un ceto politico che perpetua un dominio sulla società impedendo il nascere di movimenti e conflitti utili ad un avanzamento democratico.

Come risponde a chi potrebbe accusarvi di speculazione politica?

Più che della libera espressione delle idee del mio partito, i cittadini dovrebbero indignarsi per gli straordinari livelli di omertà delle classi dirigenti. Dovrebbero indignarsi per il fatto che nonostante i convegni, i cortei, il falso unanimismo contro la criminalità organizzata, la politica non sente il dovere di dire una sola parola sul grande rilievo che assumono le vicende oggetto di numerose indagini della magistratura. Dovrebbero preoccuparsi del perchè in questa città non si riescono a recidere quei tanti cordoni ombelicali che sono l’unico mezzo per ottenere un lavoro, una consulenza, un incarico, una sponsorizzazione da un ente pubblico, una avanzamento di carriera, un finanziamento pubblico a quelle imprese che producono solo l’arricchimento illecito di pochi soggetti senza creare lavoro stabile e qualificato, un appalto a discapito di chi fuori da questi meccanismi viene calpestato, abbandonato a se stesso, scaricato. La speculazione la fa quella politica che approfitta dei bisogni della gente per costruire i suoi destini elettorali; che si preoccupa di curare i rapporti privilegiati con i singoli a discapito di una intera città; che fa del familismo amorale il collante necessario per i propri privilegi e le proprie fortune.

Massoneria deviata e politica. Cosa ne pensa?

Nel nostro Paese non è una novità la presenza massiccia di poteri occulti o di comitati d’affari, spesso considerati a torto estranei e separati da pezzi della politica e della stessa criminalità organizzata. Si tratta di aspettare le conclusioni delle inchieste della magistratura per capire fino in fondo cosa emerge dalle stesse.

Intanto, al di là delle recenti indagini, bisogna essere consapevoli che se è vero che non tutto è mafia o malaffare, è altrettanto vero che tra i delinquenti che vanno in galera e che uccidono, che trafficano, che corrompono e la parte onesta della nostra società, vi è un’area grigia, che rappresenta la vera forza dei poteri criminali e degli affari illegali: sono tutti coloro, professionisti, imprenditori, commercianti, esponenti politici, che con il loro potere e la loro credibilità, permettono ai poteri criminali di diffondersi e di rigenerarsi, di avere coperture e protezioni, di mimetizzarsi nella società civile e nella economia legale.

Si tratta, dunque, di costruire un progetto per Lamezia che rompa queste compatibilità, che sconfigga la politica del trasformismo e della interscambiabilità degli schieramenti, che si fondi innanzitutto sulla partecipazione larga dei cittadini alla politica e sappia ricreare un circuito virtuoso tra legalità, rispetto delle regole, contrasto alla criminalità e obiettivi certi di giustizia sociale, di ampliamento dei diritti, di riqualificazione dei luoghi pubblici, di un utilizzo efficace, trasparente, democratico delle risorse economiche.

 

                                                                                                                                Elisabetta Mercuri